Dissenso e resistenza

di Massimo Marnetto

Le elezioni americane le ha vinte Elon Musk, per interposto Trump. Ma l’inventore di Tecla non farà mai le scarpe al tycoon, perché chi è a capo di un impero non ha interesse a guidare solo una nazione. I nuovi miliardari ormai guidano ‘’superpotenze ombra’’, ricchissime multinazionali con ricavi che superano di molto quelli degli Stati. Non hanno esercito, perché non ne hanno bisogno. Il loro potere è l’estensione dei loro affari. 

Gli imperatori immateriali, con la loro mostruosa ricchezza, influenzano la dialettica politica, ma non fanno l’errore di ‘’scendere in campo’’ per non trovarsi impigliati nel meccanismo novecentesco delle elezioni. Una fatica inutile, perché a loro il consenso non serve visto che hanno la dipendenza ai loro servizi di miliardi di utenti. Saranno loro – i saprofiti digitali – a nutrirsi di una democrazia in avanzato stato di de-partecipazione (astensionismo). A meno che non torniamo a scoprire il valore della ribellione, ritornando all’uso della parola pubblica di dissenso e resistenza. Basta crederci: la speranza è la miccia del coraggio.


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