Massimo rispetto per chi in un Dio ci crede o (come me del resto) ci ha creduto in un passato remoto. Oggi penso che non è stato un dio a creare l’uomo ma che sia stato invece l’uomo a creare una o più divinità e in questa fede trovare un ideale e uno scopo alla propria esistenza oltre che regole morali al buon vivere in società. Ma poi diciamolo: anche senza un dio siamo quasi tutti credenti, se credere vuol dire tentare personalmente una risposta al grande mistero della vita, affidandosi più o meno razionalmente a un’ideale e a un sistema di valori e di regole per rispondere, oltre che a un bisogno della società, a un’esigenza di equilibrio mentale e morale. Penso di essere stato uno dei pochi giornalisti televisivi che hanno trattato professionalmente e laicamente la tematica religiosa anche al di fuori delle rubriche specializzate, con inchieste e servizi speciali per la Rai andati tutti in onda con la mia firma di Fernando Cancedda nella seconda metà del secolo scorso, qualcuna chissà forse rintracciabile anche su Youtube. (nandocan)
di Massimo Marnetto
Discussione notturna sull’esistenza di dio. Io mi professo dubbioso, ma aperto; il mio amico invece è certo. Io contesto a dio di aver creato l’uomo e la donna, senza chiedere il loro parere per entrare in questo game, che ha voluto solo lui. Il libero arbitrio nella fase di avvio non c’è: l’essere umano ha subito la creazione e basta. Tutto il resto è falsato da questa omissione di consenso iniziale. Dio decide da solo di creare e scaraventa le sue creature nel tempo e nella storia, senza muovere un dito per evitare drammi, però le ama.
Insomma, questo favolone non mi convince. Così, mi tengo i miei dubbi senza l’angoscia della ricerca, perché non ho bisogno dell’amore di dio per dare un senso alla mia vita, ma solo della solidarietà con i miei simili, nella lotta comune per la giustizia e la libertà, guidato dalla mia coscienza.
