Coraggio sociale

di Massimo Marnetto

Nel rapporto del Censis emerge la carenza di coraggio sociale, ovvero prendere posizione per migliorare la condizione collettiva. Una qualità che scaturisce dagli ideali, anche questi poco diffusi. Chi si mobilita solo perché colpito personalmente è reattivo, ma non ha coraggio sociale. Invece la ha chi si mobilita per un torto subito da altri ed è mosso da un ideale.

Conosco tante ”persone sughero”, che galleggiano senza coraggio; non hanno mai scioperato, mai partecipato a una manifestazione, mai detto a un superiore ‘’non è giusto quello che hai fatto al collega’’. I ”sugheri” non prendono posizione, non rischiano per paura di perdere la comoda serenità del conformismo: si adeguano al clima di torti anche sul lavoro, ‘’perché qui devo stare per ore e non posso stressarmi con i conflitti’’. 

L’esempio è pedagogico. Come quando mia madre protestò vivamente contro un prete che non aveva sedato con giustizia una rissa in oratorio provocata dai soliti prepotenti; mi ha insegnato la solidarietà, facendo il bagno ogni settimana alla sua vecchia balia, ormai afflitta dall’artrosi; la dignità, dicendoci che dovevamo rispettare tutti, ma non avere soggezione di nessuno. Coraggio, solidarietà e dignità diventano ideali se vivificati dall’istruzione. Senza, c’è solo la paura e il conformismo del sughero.


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