Confessione

(che sottoscrivo)

di Massimo Marnetto

Sono un radical-chic. Ho una casa e mi preoccupo per chi non ce l’ha; ho avuto un lavoro vero e mi batto affinché lo abbiano tutti. Potrei continuare, ma il concetto è lo stesso: non mi manca niente, ma sto male se altri non hanno il necessario. Noi radical-chic siamo fatti così: potremmo farci i fatti nostri e invece ci diamo da fare affinché ci sia più giustizia sociale, a prescindere dai nostri bisogni. 

Abbiamo un’attitudine: siamo curiosi e studiamo per capire le cose meno evidenti. Come il nesso tra pagare le tasse e l’uguaglianza, l’estensione della povertà e l’eversione, il valore del limite e l’ambiente, la laicità e la pace. Perdonateci se siamo borghesi, ma non chiedeteci di stare zitti: l’indifferenza è la stupidità degli opportunisti.

Borghi

Il senatore Borghi si è risentito quando Mattarella ha detto che le imminenti elezioni celebrano la sovranità dell’Europa. Il Presidente alludeva al rinnovo del Parlamento Europeo, ma Borghi non ha capito e ha tentato di azzannarlo, chiedendone le dimissioni per lesa sovranità nazionale. Dopo ore i leghisti hanno capito al volo l’errore, sedato il senatore e in serata è arrivato il comunicato per ridimensionare l’incidente. Ora a destra si vuole sdrammatizzare: Borghi non è cattivo, sono i padroni che non sanno gestirlo. 


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