***di Massimo Marnetto, 7 dicembre 2019 – Stressati, diffidenti, impotenti: l’ultimo Rapporto Censis profila gli italiani come un popolo bisognoso di urgenti rimedi. La scorciatoia è l’uomo forte per quasi la metà del campione, una regressione che tradisce la stanchezza per una politica inconcludente. Ma di chi è la colpa? Nostra: l’individualismo – non più corretto, ma lisciato da tutti i partiti – ha presentato il conto. Ed è salato. Se la politica vede che aumenta il proprio consenso quando diminuisce il senso del dovere, è ovvio che metterà tutto il suo impegno a disarticolare le strutture di controllo.
Così, sabota la giustizia con pochi fondi e procedure assurde, per indebolire il dovere della legalità; svuota di organici le Agenzie di riscossione, per indebolire il dovere della fiscalità; mantiene carente il numero degli ispettori per la sicurezza del lavoro, dell’ambiente, delle autostrade, per incoraggiare l’interesse privato a danno di quello pubblico. E il cittadino che si lamenta di abusi o carenze dovuti alla mancanza di controlli riceve dall’Autorità sempre le stesse risposte frustranti: “non abbiamo soldi” – “non abbiamo personale”.
L’unico modo per uscire da questo stress collettivo non è concedere a un capo i “pieni poteri”, ma assumerci – ognuno – i “pieni doveri”.