Capolista

Sono d’accordo con Marnetto ma solo perché disapprovo gli eccessi del personalismo che negli ultimi decenni ha preso il sopravvento in tutti i partiti, soffocandone la democrazia interna prima con le correnti di questo e di quello e poi con la completa identificazione col leader. Un difetto importato dalle democrazie anglosassoni che ha a che fare anche con il venir meno del dibattito interno sui contenuti della politica fino all’utilizzo di criteri propagandistici un tempo riservati alla pubblicità dei prodotti di consumo (nandocan)

di Massimo Marnetto

Sono contrario a mettere il nome della Schlein sul simbolo del PD, perché credo che valori e programmi vengano prima dei capi. Sarei favorevole invece se la Schlein si presentasse in tutte le circoscrizioni non come capolista, ma come ”codalista”. Ovvero in fondo all’elenco dei candidati (alle europee le liste non sono bloccate), proprio per rendere evidente che la sua candidatura è solo simbolica, perché non andrà in Europa.

A proposito di valori e programmi: il PD vuole costruire un’Europa più politica, eliminando il voto all’unanimità e il relativo potere di blocco anche di un unico membro che chiede fondi per dire sì (Ungheria) o va bene così? Combatterà contro gli euro-paradisi fiscali? Vuole che la diplomazia europea abbia un ruolo dinamico per la risoluzione dei conflitti sempre più frequenti o continuiamo a stigmatizzare e auspicare da fermi? Questo interessa, non un cognome sul simbolo.


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