***di Massimo Marnetto, 7 ottobre 2019 – Chi vive – non dico in centro – ma anche in un quartiere semicentrale di città d’arte sa che i lavori in corso in un appartamento nel proprio condominio significano il più delle volte una famiglia in meno e un bed-and-breakfast in più. La turistificazione si sta mangiando – un morso alla volta – gran parte del patrimonio immobiliare più pregiato. Nella nostra scala, da poco c’è stato il sorpasso: sono più i B&B che noi inquilini. Ormai, gli appartamenti vengono comprati da grandi investitori, che speculano sul mordi e fuggi da week-end (una, massimo due notti) facendo utili pirotecnici, a scapito di interi quartieri diventati dormitori turistici.
Nessuno vuole demonizzare un’attività che produce un enorme fatturato. Ma occorre almeno il rispetto minimo delle regole. Come controllare se il proprietario risiede veramente nel B&B. Già, perché l’ospitalità “letto e colazione” è nata come integrazione ali reddito per famiglie, non come professione a sé stante. Magari verificando con l’occasione anche se sono state versate le tasse di soggiorno (evase clamorosamente). Ma sappiamo come vanno le cose in Italia, quando si parla di controlli, ti guardano male. E se insisti, ti dicono che non ci sono i soldi per farli.