Non preoccuparti, Sigfrido, ai miei tempi era anche peggio. Per motivi analoghi ai tuoi mi tolsero per un mese il compenso degli straordinari festivi, che rappresentavano quasi un terzo della retribuzione al telegiornale di allora, nella Rai “lottizzata” del quadripartito. Lottizzati il consiglio di amministrazione, che con gli stessi criteri nomina e controlla le direzioni, e lottizzate direttamente o indirettamente, giu per li rami, tutte le cariche esecutive fino ai capí servizio. Per “la Rai dei cittadini” dormono nei cassetti del Parlamento varie proposte di riforma. Approvata invece quella di Renzi che ha peggiorato le cose trasferendo dal parlamento al governo il potere di nomina. Del resto ho motivo di credere che anche altrove, nelle tv private, un tempo solo di Berlusconi, le cose non siano andate diversamente. L’autonomia professionale sempre “fino a un certo punto”. E ovunque chi paga ( non le tasse ma gli stipendi) comanda e raccomanda, anche se alla fine dovra fare i conti con l’Auditel e col prestigio professionale. (nandocan)
Sigfrido Ranucci su Facebook
Ieri sono stato convocato dal mio direttore Paolo Corsini, pensavo che mi rassicurasse sul fatto che le puntate di Report non verranno tagliate e che i compensi della mia squadra fossero salvi, anche solo per gratitudine per la qualità del lavoro svolto.
Pensavo anche che mi avesse convocato per dire bravo a me e la squadra visto che ieri è uscito l’indice Qualitel, il sondaggio che la Rai è obbligata a fare in ottemperanza del contratto di servizio pubblico, e dove risulta che Report è il programma d’informazione più gradito. Invece no. Era semplicemente un provvedimento disciplinare a firma dell’ Ad Giampaolo Rossi, e del direttore delle Risorse Umane, Felice Ventura.
Mi accusano di aver partecipato alla trasmissione della Gruber il 6 maggio, senza essere stato autorizzato. Fatto non vero perché ero stato autorizzato dallo stesso Corsini telefonicamente per lanciare la seconda parte della stagione di Report. Poi di aver presentato il mio libro a #Mestre, e di aver rilasciato un’intervista dove parlavo della minore libertà di stampa in Italia e del fatto che la gente si informava di meno.
Non si riferiva alla Rai ma al mio libro La Scelta edito da Bompiani. Poi mi si accusa di aver partecipato con una telefonata a Piazza Pulita per difendere Report e il collega Giorgo Mottola dalle accuse di manipolazione. Se devo prendermi un provvedimento per aver promosso e difeso la squadra e un marchio storico della Rai come Report, tutelato la libertà di stampa , lo accetto con orgoglio. Oltretutto arriva dopo le interrogazioni di Fi sull’inchiesta su Mori e la commissione Antimafia, e la denuncia di Fazzolari per la puntata su Mediobanca. USIGRai, Libera Informazione, FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana
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