Muskalzonate

Come se non bastasse il tradizionale ossequio dei governi italiani della seconda repubblica ai governi degli Stati Uniti, l’ascesa parallela dell’estrema destra al potere garantirà e rafforzerà ulteriormente la nostra sudditanza all’America e dovremo aspettarci ulteriori intrusioni non solo sulla politica ma perfino sull’amministrazione della giustizia ( Musk: quei giudici dovrebbero andare a casa “go home”). Mentre la leader ex-sovranista del nostro governo consentirà o farà finta di niente. Chissà se i miei ex colleghi della RAI troveranno il coraggio di opporre come fa egregiamente Ranucci l’autonomia professionale alla carriera. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Ogni stato ha il miliardario a cui consente di fare le ‘’muskalzonate’’ che vuole. Gli USA hanno l’eccentrico Elon, che insulta la magistratura italiana senza neanche provocare una minima reazione né a Washington (scuse), né a Roma (protesta). Noi abbiamo la più modesta Marina Berlusconi, che in una crisi di amnesia collerica attacca il giornalista Sigfrido Ranucci, reo di aver ricordato che Silvio Berlusconi aveva rapporti con la mafia, tacciando un’inchiesta basata su sentenze come ‘’pattume’’. 

Fosse tutto qui, saremmo nel repertorio classico della pluto-arroganza. Quello che colpisce, invece, è la ‘’stesa’’ indegna provocata dalle parole della Berlusconi nei confronti di tutti quei giornali e giornalisti che dovrebbero onorare la verità dei fatti, per accrescere la consapevolezza sociale, alla base della democrazia. A quei pochi che hanno rifiutato la proscinesi – a iniziare da Sigfrido Ranucci – va tutto il mio riconoscente apprezzamento. Finché c’è coraggio, c’è speranza.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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