Seduta dallo psicologo

Massimo scherza e fa bene, ma il vittimismo, con gli elettori di destra, a quanto pare funziona. Anche quando sono al potere. Anzi, di più, come hanno dimostrato i 20 anni di Berlusconi (nandocan)

di Massimo Marnetto

Psicologo – Allora… Presidente Meloni… si rilassi sul lettino e mi racconti perché è qui

Meloni – Gardi, in realtà hanno insistito gli altri. Pensi che scemi: pensano che io abbia una mania di persecuzione. Lo pensano tutti, capisce? Loro se so’ prima messi d’accordo in segreto e poi se so’ scagliati su di me, pe’ famme crede’ che so’ pazza. 

P – Loro chi?

M – Tutti. I giornalisti, quelli dell’opposizione, persino i leghisti, ovunque. Pensi che ricevo delle lettere ricattatorie persino a casa mia, che dicono che se voglio l’acqua devo paga’. E pure pe’ la luce, il gas… Tutti che me assediano pe’ chiedeme i soldi co’ sti pizzini.

P – Signora, quelle sono le bollette…

M – Questo lo dice lei, che nun c’ha nemici. E allora l’occhietti gialli de notte? So’ tanti, tutti intorno al letto mio, ma appena io apro l’occhi, quelli li chiudono pe’ nun fasse vede’ Ma io lo so che ce stanno e allora me metto sotto le coperte a costo de suda’…

P – Da quando si sente accerchiata da queste presenze minacciose?

M – Tutto è iniziato quando ho vinto l’elezioni. Accerchiano me, mi’ sorella, mi’ cognato poraccio… Ma noi famo quadrato. contro chi ce vole male! Che dice dotto’?… mica so’ pazza, vero?


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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