“Via l’abuso d’ufficio e bavaglio ai giornalisti. – titola La Repubblica – Stop all’appello del pm. A palazzo Chigi arriva il disegno di legge del Guardasigilli. Un solo testo in otto articoli. Giovedì il consiglio dei ministri. Annacquato il reato di traffico di influenze. Interrogatorio obbligatorio prima dell’arresto”. Sui giornali di stamane le dichiarazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio (nandocan).
In onore di Berlusconi
di Massimo Marnetto
Nordio lo ha promesso sulla bara di B.: abolirà l’abuso d’ufficio in suo onore. Mi sembra pochino per un uomo che ha imperversato in lungo e in largo per il codice penale. Mi aspetterei la depenalizzazione della frode tributaria e del falso in bilancio. Anzi, pure i reati di finanziamento della mafia e di iscrizione a logge segrete, nonché – per farlo proprio contento – la corruzione di giudici e testimoni. E poi, perché non dedicare a un uomo così gioioso la fine di ogni punizione per il sesso con minorenni? Meloni, Nordio: così sì che lo renderete orgoglioso.
L’omelia
Alessandro Gilioli su Facebook
L’omelia di Delpini è stata tutto fuori che un elogio funebre e gliene va dato atto.
Un’omelia molto cattolica, agostiniana: era un uomo, l’uomo è peccatore quindi cos’altro può fare se non peccare, ora il giudizio spetta a Dio.
Per il resto: uomo d’affari, uomo di parte. E il vescovo a un certo punto ha pure citato “le feste”.
Giù nelle prime file devono aver avuto qualche brivido. E di certo hanno apprezzato pochissimo: se si aspettavano una laudatio post mortem, non è arrivata.
*****Ho letto anch’io l’omelia e penso che Gilioli ne abbia dato un’interpretazione appropriata, forse la più oggettiva che ho letto. Ma come il personaggio anche quell’omelia può essere interpretata in vari modi: molto cattolica, agostiniana certo, ma anche un capolavoro di ipocrisia. E poi ci sono i fatti, che in politica contano più della psicologia. (nandocan)
In Perù una proposta di legge potrebbe eliminare le tribù incontattate del paese
di Maurizio Bongioanni
Il progetto di legge 3518 è sostenuto da deputati legati alle compagnie fossili. Significherebbe un genocidio per le popolazioni incontattate del Perù.
Il Perù sta valutando una nuova legge che potrebbe avere conseguenze devastanti per le tribù incontattate del paese: il progetto di legge 3518, presentato da alcuni deputati che hanno legami con grandi compagnie dei combustibili fossili, se approvato permetterà di deforestare ed estrarre petrolio, gas e minerali dalle riserve indigene.

A rischio 25 popoli incontattati
Secondo i sostenitori della legge, la deforestazione sarebbe necessaria per il progresso del paese, in quanto permetterebbe l’estrazione di risorse e la promozione dello sviluppo economico. Tuttavia, secondo diverse organizzazioni indigene tra cui Aidesep (Associazione interetnica per lo sviluppo della giungla peruviana) e Orpio (Organizzazione regionale dei popoli indigeni dell’est), oltre a Survival, le conseguenze del progetto di legge in discussione al congresso peruviano potrebbe avere conseguenze catastrofiche.
In particolare, i 25 popoli incontattati e di recente contatto, ufficialmente riconosciuti dal paese, potrebbero perdere in un colpo solo ogni riconoscimento e con esso tutti i loro diritti in quanto popoli indigeni. Inoltre, le riserve indigene già istituite per questi popoli potrebbero essere revocate e le richieste di nuove riserve bloccate.
Quella del Perù diventerebbe una legge genocida
Le organizzazioni indigene e i loro alleati hanno avviato una campagna contro il progetto di legge, scrivendo ai deputati peruviani esprimendo la loro preoccupazione e chiedendo che la proposta venga abbandonata. “Questo progetto di legge è un palese furto di terra da parte dell’industria del gas e del petrolio, e dei suoi alleati, e potrebbe distruggere completamente i popoli incontattati del Perù. Nulla di simile è mai stato tentato, in nessuna parte del mondo” ha detto Teresa Mayo di Survival international.
“Sarebbe un genocidio”, ha continuato Mayo. “I popoli indigeni coinvolti non potrebbero sopravvivere a questa totale distruzione dei loro diritti. I loro territori sarebbero aperti ulteriormente allo sfruttamento industriale e poiché dipendono totalmente dalle loro terre per sopravvivere, potrebbero essere spazzati via. È un attacco sfrontato e scandaloso ai diritti umani dei popoli indigeni del Perù. Non si può permettere che sia trasformato in legge”.
Il suicidio ‘politically correct’ delle università anglo-americane: Oxford e Cambridge in crisi
Michele Marsonet su Remocontro
«Il mix di ‘politically correct’, ‘wokismo’ e ‘cancel culture’ si sta trasformando in un cancro che rischia di divorare le università anglo-americane». I lettori potrebbero anche pensare che chi scrive stia esagerando, ma purtroppo non è così’, avverte Michele Marsonet. «Lo dimostrano due recenti episodi avvenuti nei più antichi e prestigiosi atenei britannici: Oxford e Cambridge».

Oxford, Cambridge e le identità di genere
La società studentesca “Oxford Union” ha invitato a parlare la filosofa femminista Kathleen Stock, che recentemente ha dovuto lasciare l’Università del Sussex dopo aver ricevuto numerose minacce e subito altrettanto numerosi boicottaggi.
Harry Potter e la censura
Pur essendo per l’appunto femminista, la Stock ha posizioni ‘eterodosse’ sull’identità di genere, poiché sostiene che il sesso è un fatto naturale e non culturale. È in buona compagnia. Per aver difeso tesi analoghe J.K. Rowling, la celebre autrice della saga di Harry Potter, è stata ostracizzata dall’industria editoriale e cinematografica. Al punto che il suo nome è addirittura sparito nei film tratti dai suoi libri.
Tra libertà di parola e libera prepotenza
Tornando a Kathleen Stock, la sua conferenza alla “Oxford Union” è stata interrotta dai fautori del “politically correct”, che non l’hanno lasciata parlare urlandole insulti a più non posso. Ironicamente, quest’anno ricorre il bicentenario della stessa “Oxford Union”, per il quale è stato scelto lo slogan “Celebrando 200 anni di libertà di parola”.
A Cambridge niente ‘Economist’
Una situazione ancora peggiore si è manifestata a Cambridge. L’ateneo aveva invitato a parlare sull’ideologia di genere Helen Joyce,editorialista della rivista ‘The Economist’, nonché autrice del libro ‘Trans’, ovviamente non in linea con le posizioni del ‘politicamente corretto’.
Dissenso sotto scorta
Centinaia di manifestanti le hanno impedito di tenere la conferenza prevista. La Joyce si è dovuta nascondere in una stanza per un paio d’ore, assieme ad alcuni studenti che temevano di essere riconosciuti dai dimostranti. La Joyce, scortata dalla polizia, ha poi lasciato l’ateneo usando una porta sul retro.
Crisi culturale oltre che politica
Questa volta la politica è intervenuta. Il premier britannico Rishi Sunak ha detto con chiarezza che in una società libera è necessario il libero dibattito.
Guardando a simili avvenimenti, tuttavia, c’è da chiedersi se Usa e Regno Unito siano ancora società libere, o se non stiano piuttosto diventando simili alle autocrazie che vogliono combattere.
- Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria
Piero Orteca su Remocontro Quello di Trump alla guerra contro l’Iran, è un approccio schizoide, che sta facendo impazzire i mercati, oltre che le diplomazie di mezzo pianeta. Si susseguono, in un effluvio torrentizio, prese di posizione contraddittorie, condite da minacce, promesse e ricatti sempre più scollegati tra di loro. Basta solo confrontare l’intervista alContinua a leggere “Non è più geopolitica, è un problema di psichiatria” - Iran, con gli Houthi doppia mossa di strangolamento
Prosegue, con l’attivo contributo di ambo le parti – religiose oltre che politiche – l’escalation avviata da Trump con l’attacco all’Iran e l’omicidio mirato del gran sacerdote dello sciismo Ali Kamenei. Proprio perché non è la prima volta, che cosa significherebbe per il commercio navale internazionale il blocco dell’accesso al Canale di Suez da parteContinua a leggere “Iran, con gli Houthi doppia mossa di strangolamento” - Hormuz come Suez: paghi il pedaggio e passi?
Ennio Remondino su Remocontro Hormuz prossimo Suez? Da sabato l’Iran ha imposto il pagamento di un pedaggio per il transito delle navi ‘non nemiche’ attraverso lo Stretto di Hormuz. Nello stesso giorno i ribelli Houti dello Yemen intervengono contro Israele e suoi alleati sul Mar Rosso, bloccando per alcuni lo stretto di Bab el-Mandeb. ConContinua a leggere “Hormuz come Suez: paghi il pedaggio e passi?” - Dopo l’Iran Trump sarà un ‘Presidente dimezzato
“Anatra zoppa” il presidente Trump, se come anticipato dai sondaggi i repubblicani perderanno a novembre le elezioni di medio termine. Questo però non impedisce che uno zoppo infuriato lanci la stampella contro questo o quel nemico di comodo, in questo caso l’Iran che pure tanto comodo non sembra. Meno che mai con un’invasione via terra.Continua a leggere “Dopo l’Iran Trump sarà un ‘Presidente dimezzato” - Stati Uniti, Israele e Iran, paesi religiosi e assassiniNon sarò certo io, che credente e praticante fino a oltre i quarant’anni di età pur avendo maturato da tempo l’impegno politico a sinistra, a condividere il dogma della religione come “oppio dei popoli”. Fortunatamente con il mio grande maestro in gioventù, Ernesto Balducci, ho sempre distinto la fede cristiana da una religiosità popolare diffusaContinua a leggere “Stati Uniti, Israele e Iran, paesi religiosi e assassini”
