Reader’s – 12 gennaio 2023. Rassegna web

Lo “scherzetto” di Piantedosi

Alessandro Gilioli su FB

E’ molto divertente lo scherzetto che Piantedosi ha tirato ai migranti della Geo Barents, dico farli navigare fino ad Ancona con onde alte tra i due e i tre metri, costringere anche quelli che stanno male a salire sul ponte più alto perché quello di sotto si è allagato, mi sembra uno scherzo proprio divertente. Sai le risate al Viminale, mentre quelli dopo aver attraversato il deserto, essere stati rinchiusi nei lager ed essere stati ustionati dalla benzina fuoriuscita sul gommone, ora si beccano anche questa rottura di coglioni di fascista.


Esiste una Internazionale sovranista? Trump-Bolsonaro, il Brasile, ma non solo

da Remocontro

Sovranismo e destra – Brasilia dei giorni scorsi, e in questi giorni il populismo violento in Perù, 17 morti ieri – che spesso si somigliano nelle loro peggiori espressioni. L’ex presidente Bolsonaro che preannuncia ritorno e rivolta, e l’ex presidente Castillo che in Perù incita i manifestanti alla lotta armata con accuse di golpismo contrapposte. Ma il quesito chiave riguarda il Brasile. Esiste una trama internazionale a unire tanti episodi di destabilizzazione violenta?
È Donald Trump il vero regista dell’assalto ai palazzi delle istituzioni che hanno sconvolto Brasilia l’8 gennaio, due anni e due giorni dopo i terribili fatti di Capitol Hill a Washington?

I dubbi di un insospettabile

«Le affinità tra l’ex presidente americano, Bolsonaro e quanto sta accadendo in Perù sono molte». riconosce Federico Rampini, l’insospettabile di antiamericanismo prevenuto, sul Corriere della Sera. Una Internazionale sovranista e Donald Trump il vero regista dell’assalto ai palazzi delle istituzioni del Brasile a fare il bis con Capitol Hill a Washington? «I sospetti circolano e c’è chi ha interesse ad accreditarli. Personaggi come Steve Bannon, l’anima nera di Trump, l’ideologo e il regista occulto della campagna elettorale del 2016, il quale ha sempre cercato di offrire i suoi servizi all’estero. Qualche volta ci è riuscito». Nella memoria di tutti le presenze europee e italiane di Bannon, e i suoi sostenitori. 

Trump inadeguato anche sul fronte golpista

Una cospirazione internazionale dietro i fatti del Brasile? «Trump ha un’evidente affinità di vedute con Bolsonaro e viceversa. L’amicizia fra i due è palese, dichiarata. Bolsonaro ha considerato l’ex presidente americano come il suo modello e ispiratore. Però Trump non ha mai avuto né la volontà né la capacità di presentarsi come il leader di un movimento internazionale. Un conto sono le simpatie e le idiosincrasie, altro è la costruzione di vere e proprie alleanze: quest’ultima è una fatica estranea alla personalità di Trump», afferma Rampini.

Trump-Bolsonaro leader perdenti

Il limite intrinseco del sovranismo. «Un’ideologia che mette al primo posto in modo così estremo l’interesse della nazione, mal si presta alla costruzione di coalizioni internazionali». Poi, osservazione più interessante per il prossimo futuro non solo statunitense, un Trump in calo di consensi nel suo stesso paese, nel segno insopportabile per lui-, del perdente. «Gli apprendisti stregoni hanno suscitato forze che non riescono più a controllare», ma non saranno loro a governare lo stesso caos politico che hanno seminato, sembra la conclusione più verosimile. Ma ora cambiamo autore, rimanendo sempre in America.

Negli Usa, al via le guerre personali

Con i repubblicani al controllo della Camera, hanno iniziato a scatenare la cascata di indagini sull’amministrazione Biden che avevano promesso da tempo, segnala il New York Times, che non è tenero. «Nella loro prima settimana come maggioranza di governo, i repubblicani alla Camera non hanno intrapreso alcuna azione significativa per affrontare l’inflazione e ridurre i costi degli americani», leggiamo, con l’accusa esplicita di azioni politiche a semplice richiamo mediatico «nel tentativo di attirare l’attenzione su Fox News».

La famiglia Biden nel mirino

Con Trump che rischia rielezione e persino la galera per evasione fiscale, subito la ritorsione politica contro Biden e famiglia. Pressioni del congresso sul Dipartimento del Tesoro per ottenere informazioni sulle finanze della famiglia del presidente Biden. James R. Comer, repubblicano del Kentucky che si è impegnato per mesi a indagare sulla famiglia Biden. Sotto tiro Hunter Biden, il figlio del presidente, le cui attività commerciali sono sotto inchiesta federale, con aspetti spionistici sul laptop di Hunter ora nelle mani dello staff del deputato inquisitore. La faccia meno pulita dell’America.

E ora che il ‘signor Comer’ ha il potere di citare in giudizio, è nella posizione di espandere e intensificare la sua inchiesta. Ha ripetutamente affermato che la sua attenzione si concentrerà sull’occupante della Casa Bianca. “Questa è un’indagine su Joe Biden”, ha detto.


Scuola-lavoro

di Massimo Marnetto

E’ ora di abolire l’alternanza scuola-lavoro. Non solo per la morte di alcuni studenti, ma perché non è giusto togliere tempo alla maturazione mentale, per derubricarlo ad allenamento lavorativo. Solo nella scuola i ragazzi ricevono stimoli riflessivi e comportamentali, che creano in loro cultura e socialità.

Uno studente che entra in aula pone domande implicite: scusate, io sono nato da pochi anni: mi raccontate che ha fatto l’umanità fino ad ora? Quali sono i valori che ci guidano e perchè? Ci vogliono anni per dare queste risposte e l’ultima verifica che conclude gli studi obbligatori non si chiama prova di abilità, ma esame di maturità. Chi entra nel mondo del lavoro ha bisogno di sapere qual è il suo posto nella società; per gestire un software o un macchinario avrà un apprendistato specifico in azienda. Ma nel tempio dell’istruzione. i mercanti non devono entrare.


Ordinario e straordinario

di Giovanni Lamagna

E’ un dato di fatto e di realtà: nella storia l’ordinario, cioè il mediocre, vince spesso (anzi quasi sempre) sullo straordinario. Lo straordinario, infatti, è tale proprio perché va oltre l’ordinario; è eccezionale perché fa eccezione alle regole.

L’Umanità, sui grandi numeri, preferisce accontentarsi dell’ordinario e del mediocre: aborre gli eroi e i santi; si tiene lontana dai loro stili di vita.

Tranne poi elevarli agli onori degli altari o costruire loro dei monumenti alla loro morte, facendone dei modelli. Ma (quasi sempre) alla loro morte.

Dopo averli (quasi sempre) ignorati o addirittura disprezzati o, peggio, perseguitati mentre erano ancora in vita.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

Scopri di più da nandocan magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere