Oggi, domenica, vi propongo due riflessioni a margine dell’attualità. La prima è il “polemos” malinconico e giustamente severo di Antonio Cipriani che commenta su Remocontro una storia, quella del nostro paese, che “procede per emergenze”. L’altra, decisamente più caustica e un tantino “goliardica” , dalla “Bottega del Barbieri”: “una noticina sugli arresti “eccellenti” in zona Parlamento UE”, dove Daniele Barbieri “continua a denunciare i mondiali della vergogna (64 partite e 6500 morti) mentre cerca di allargare il discorso allo sport del capitale”. Come avrete inteso, questo è il giornalismo che preferisco, che dice “pane al pane e vino al vino” ma evita sia il conformismo del “pensiero unico” sia la tentazione di accarezzare “la pancia” del lettore.
La democrazia incrinata dei disastri annunciati
di Antonio Cipriani
Scrivere dei disastri annunciati è ormai inutile. Piangere le vittime, osservare con le lacrime agli occhi i danni, lo sfacelo. Riannodare le cause e gli effetti, perdersi nelle responsabilità. Indignarsi davanti allo schermo, di fronte alle facce devastate delle persone che hanno perso tutto, che vivono il lutto e il dolore. Fare analisi, aprire inchieste, creare documenti, fare liste, decidere fondi per la ricostruzione, mostrare come è comunque efficace il sistema, come un mondo di persone capaci, di volontari e coraggiosi ogni volta risolve problemi, mette le mani nel fango. Salva vite, salva cose preziose, tira fuori dalle chiese i quadri antichi, ripulisce gli altari, i davanzali, le scale, le cantine, le strade, i marciapiedi.
Poi gli effetti diventano consuetudine e burocrazia.Le cause si sfilacciano tra inchieste giudiziarie e torpori politici, la palude della burocrazia fa il resto. I media dimenticano. I poveri restano nella loro sofferenza. La vita continua, d’altra parte ci sono accidenti della sorte… La storia nel nostro Paese procede per emergenze. Una dopo l’altra, l’ultima cancella la precedente. Tutto è enfatizzato, tutto è rumore di fondo in attesa che in poco tempo, sempre meno, scompaia dai media, dalla coscienza civile, dalle nostre esistenze affannate.
In mezzo ci siamo noi. Gli attoniti. Quelli che ogni volta dovrebbero prendere parte, ricordare, riannodare, agire nella memoria, per il futuro, nella democrazia che dovrebbe contenere i valori della prevenzione, di ciò che agisce come principio di precauzione e che invece corre come corpo estraneo politico e culturale, sull’autostrada mediatica. Rendendo ogni circostanza della realtà un qualcosa di assurdo, che ci rende sonnambuli e ci porta a occhi chiusi a esprimere un voto, a delegare al meno peggio un sentimento o una speranza, a vedere che sul piano inclinato della storia tutto scivola verso la stessa ineluttabile direzione.
Sarà sempre così? Vivremo in una democrazia incrinata in balia di interessi che non ci appartengono? Oggi sembra impossibile invertire la rotta, ma la storia ci insegna che niente è per sempre, e che un seme sotto la neve può fare la differenza.
Tags: disastri ambientali Polemos
Le impressioni (di d.b) sugli Euro “Panzeri” e su chi tiene il sacco
di Daniele Barbieri
Al momento in cui scrivo questa notarella (pomeriggio di sabato) l’operazione “corruzione Ue-Qatar” è ancora vaga; perciò sarò cautissimo … come un falco in picchiata.
1 – Nel 2015 uscì un bellissimo, irriverente film di Jaco Van Dormael intitolato «Dio esiste e vive a Bruxelles». Da vecchio ateo dubito di un qualche dio ma da ieri sera sono propenso a credere che ove esistesse in effetti potrebbe aggirarsi in questi giorni a Bruxelles e dintorni.
2 -Facile dire: «noi l’avevamo detto». Nel nostro caso da 22 puntate quotidiane con parecchi articoli prima.
3- Non bisogna disprezzare il lavoro altrui, specie se faticoso. E dunque dò atto che la stragrande maggioranza dei giornalist* italian* ha dovuto sudare finora per tenere nascoste le grandi schifezze e le piccole rivolte dentro qatar-22. Ce l’avevano fatta, da par loro, come sempre quando si tratta di sport (ma anche di politica, di economia, di operai ammazzati dai padroni, di ricchi che ri/rubano ai poveri e cosucce simili). Ma adesso questi cattivi magistrati di Bruxelles aprono una breccia nel muro, Per un giorno o due bisognerà dunque dire/scrivere qualcosa che abbia un vago senso. Poi la “categoria” si ritufferà con grande ardore nella fatica quotidiana di vendersi e/o di aderire alla “servitù volontaria”.

I QuAT(A)Rini
3 bis – Studiare nella classica skuola mi è servito a poco. Quasi tutto quello che è importante io l’ho imparato fuori dalla squola e perlopiù contro di essa. Ma perfino lì (e nonostante la grande maggioranza dei prof con zero capacità) cioè a scuol-squallore qualcosina di utile, prima del 1968, l’ho incontrata, A esempio questa frasetta: «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo… si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire».
4- E fra ventiquattro ore? Il punto difficile è sempre quello: che facciamo (e cosa fanno Loro, i nostri nemici di sempre) domani? La lotta continua, si sa: anche contro lo sport del capitale. Illudersi però che la crepa aperta a Bruxelles aiuterà molte/i a capire che questo sport al 90 per cento è una merda (perché il 90 per cento di ogni cosa è merda in un sistema capitalistico) è fuori luogo. Abbiamo precedenti: chi è più vecchio ricorderà persino gli arresti dei calciatori in diretta tv negli stadi del 23 marzo 1980: servì a poco, subito vinse la solita idiozia del “poche mele marce”. E di nuovo dando il giusto riconoscimento al lavoro altrui mi tocca ammettere che in Italia le squadre di calcio (in particolare Juventus e Milan) hanno fatto di tutto per sputtanarsi nei secoli: eppure un piccolo purgatorio in B e poi di nuovo il paradiso, Memorie “sopite”… tifosi felici e coglionati. Se avete nostalgia del latino è lo stravecchio «panem et circenses». Ma forse è meglio il pur vecchiarello «Feste, farina e forca»; in certi passaggi storici la farina scarseggia o è cara quasi come il gas (comprato negli Usa o in dittature “amiche”) ma proprio nei tempi più duri tornano utili i vari oppiacei: come dio (minuscolo) e Cesare (nome proprio di aspirante golpista). In queste ore c’è chi “in basso” si fa rodere il culo e magari pensa: «per Cesare ci vogliono subito le storiche ventitré coltellate». Può darsi ma vorrei chiedervi: come mai quando noi “estremisti” vi abbiamo cercato per molto meno… non vi abbiamo mai trovato?
NOTA DELLA “BOTTEGA”
Da quando la FIFA ha assegnato al Qatar i mondiali almeno 6500 lavoratori sono morti mentre costruivano le infrastrutture per le gare.
In Qatar i diritti umani sono quotidianamente calpestati. Ma il Qatar è così schifosamente ricco che i grandi media italiani (schifosamente servi) vedono solo tiri, parate, gol. Problemi? Sangue? Giustizia? Dignità umana?
Lo spettacolo a ogni costo.
Questo piccolo blog ha scelto di stare contro ogni fascismo e questi Mondiali ne sono parte. Abbiamo scritto #000080;”>Boicottare (ogni giorno) i mondiali di calcio in Qatar e così faremo fino al 18 dicembre. Grazie a chi ci segnalerà riflessioni, notizie e iniziative ma anche le punte massime dello “schifezzario” che passa per giornalismo.
E grazie a chi ci aiuterà ad allargare il discorso sullo sport dello sfruttamento, dello spreco e dell’inganno .
Delle vignette di oggi 1 è di Benigno Moi, le altre le abbiamo trovate in rete: se c’è da citare quale “fonte” avvisateci e lo faremo.
- Vannacci e “la sporca dozzina“di Massimo Marnetto Se la Meloni si vantava di metterci la faccia, Vannacci è orgoglioso di metterci la feccia. Lei si è presentata come una underdog sfavorita; lui arriva con la sua sporca dozzina. Lei ha fatto fortuna con il blocco navale; lui rilancia con la remigrazione. Non importa che il blocco navale non sia possibile o cheContinua a leggere “Vannacci e “la sporca dozzina“”
- Oxfam: massacri e ‘pulizia etnica’ dei Coloni in Cisgiordania“Numeri da brivido”, scrive Remocontro. Si fa per dire, naturalmente. Sappiamo bene che i brividi vengono con l’identificazione. “Pensa, se fossi tu a quel posto”. Sui lettori di un giornale come sui telespettatori fanno più effetti le vicende individuali di quelle collettive. Sulla considerazione di queste ultime da parte dei più ha quasi sempre laContinua a leggere “Oxfam: massacri e ‘pulizia etnica’ dei Coloni in Cisgiordania”
- Tra Iran e Usa un accordo-fantasma che solleva dubbiIl titolo non sorprende. A leggere le cronache sul Medio Oriente, capita quasi sempre di restare con più domande che risposte esaurienti sulla situazione. A cominciare dal perché e per come, decenni dopo la fine del colonialismo, si finisca ancora col cercare queste ultime nelle vicende politiche di Stati che stanno a migliaia di chilometriContinua a leggere “Tra Iran e Usa un accordo-fantasma che solleva dubbi”
- La marea giovane di Mélenchon contro la destra in EuropaChissà se in Francia, trascorsa la mediocre esperienza della presidenza Macron, il radicalismo di sinistra riuscirà a battere quello di Marie Le Pen e della destra. Chissà se, girato il vento, toccherà finalmente al leader di “France insoumise“ di vincere l’anno prossimo, proprio con l’appoggio dei giovani, la gara per l’Eliseo. (nandocan) Massimo Nava suContinua a leggere “La marea giovane di Mélenchon contro la destra in Europa”
- Disarmare l’Intelligenza Artificiale“Un punto di vista di parte sulle tecnologie”, sottolinea l’autore, riferendosi, con un compiacimento che peraltro condivido, alla recente enciclica di Papa Leone XIV sull’Intelligenza artificiale. Non è mai troppo tardi per richiamare alla vigilanza sull’impiego delle nuove tecnologie digitali. Eppure sono molti anni che autorevoli esperti della materia – penso anche al collega eContinua a leggere “Disarmare l’Intelligenza Artificiale”







