Comincia a essere chiaro a tutti che il danno che possono ancora produrre nell’opinione pubblica gli integralismi e i fondamentalismi religiosi, attribuendo con folle disinvoltura alla divinità premi e punizioni, non proviene soltanto dall’Islam e dal Corano ma anche da ebrei o cristiani che, in Israele come negli Stati Uniti o in America latina, da tempo amano usare della Bibbia a loro piacimento (nandocan)
***da Remocontro, 29 ottobre 2018 – Viceministro di Israele shock: “Il terremoto punizione divina per il voto all’Unesco sulla spianata delle moschee a Gerusalemme”. Stupore e bufera per le parole del vice ministro della Cooperazione regionale di Israele Ayooub Kara, del Likud, il partito del premier Netanyahu, in missione in questi giorni a Roma, in Vaticano proprio, sulla vicenda delle votazioni all’Unesco.
Troppo stupido per essere vero, ma il vero è accaduto e stupido è il personaggio che pure ha responsabilità di governo in un Paese chiave in Medio Oriente.
Il terremoto che ha colpito ancora una volta il Centro Italia? Una punizione divina all’Italia per essersi astenuta alla votazione dell’Unesco sulla Città Vecchia di Gerusalemme che, a giudizio di Israele e delle comunità ebraiche del mondo, avrebbe negato i legami millenari di Israele con le tracce storiche dell’ebraismo.
Prima stupore e dopo bufera sulle parole del vice ministro della Cooperazione regionale di Israele Ayooub Kara, del Likud, il partito del premier Benyamin Netanyahu, in missione in questi giorni a Roma, in Vaticano proprio, sulla vicenda delle votazioni all’Unesco.
«Condanniamo le parole del viceministro Ayoub Kara. Sono inappropriate e non dovevano essere pronunciate. Il viceministro si è scusato per questo e ci associamo a queste scuse».
Ha provato a metterci una pezza il portavoce del ministero degli affari esteri israeliano Emmanuel Nahshon, violando ieri lo shabbat.
«Il premier Benyamin Netanyahu affronterà l’argomento direttamente con Kara al più presto possibile».
Forse cacciandolo dal governo?
Alla vigilia della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella regione, tra Italia e Israele rischia così di riaccendersi una polemica che sembrava ormai chiusa, dopo la veemente reazione (anche troppo veemente e di parte, a parere di molti) del presidente del consiglio Renzi.
L’astensione dell’Italia all’Unesco era stata attaccata con forza dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane e criticata come dallo stesso premier Matteo Renzi, che l’aveva definita “allucinante”, portando il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ad annunciare un cambio di indirizzo italiano nelle prossime votazioni.
Ma torniamo al protagonista, il viceministro israeliano Ayooub Kara, compagno di partito del premier israeliano Netanyahu. Kara ha raccontato di aver avvertito, proprio mentre si trovava in Vaticano, la scossa che ha messo in ginocchio per la seconda volta l’Italia centrale. «Passare attraverso un terremoto non è stata la più piacevole delle esperienze, ma – ha detto Kara secondo quanto riferito dal sito Ynet – abbiamo avuto fiducia che la Santa Sede ci avrebbe tenuto al riparo. Sono certo che il terremoto sia avvenuto a causa della decisione Unesco, che il Papa ha fortemente disapprovato».
Druso israeliano, politico di lungo corso, ritenuto un ‘falco’, Kara non è nuovo ad uscite controverse. Quando Ariel Sharon decise di abbandonare Gaza e di far uscire gli israeliani dalla Striscia abbandonando gli insediamenti, Kara sostenne che non dovevano essere impiegati soldati di origine drusa perché erano contrari al disimpegno. Stessa opposizione la dimostrò contro il ritiro di Israele dal Libano. Nemico giurato dell’Iran e sostenitore di un attacco militare da parte di Israele contro Teheran, Kara ha detto più volte che Israele non può fare la pace con i palestinesi perché «non c’è nessuno con cui fare la pace».
Con simile ministro (e non solo), l’attuale governo di Israele deve forse porsi qualche problema di democrazia sostanziale al suo interno.
