Basta persecuzioni al giornalista turco Can Dundar – Lettera all’Ambasciatore della Turchia

LeG Roma

Chi condivide, può copiare, firmare e indirizzare all’indirizzo dell’ambasciatore indicato qui sotto (nandocan)

Ambasciatore Aydın Adnan SEZGIN,      (email: roma.be@libero.it)

le scrivo per le persecuzioni giudiziarie che il  presidente Erdogan sta realizzando contro Can Dundar,  direttore del giornale di opposizione  Cumhuriyet, reo di aver fatto il proprio dovere, ovvero svelato un traffico di armi occulto a favore della Jihad della Siria, camuffato da forniture mediche.
La restrizione della libertà di stampa in atto da tempo in Turchia – di cui questo episodio è solo l’ultimo dei tanti avvenuti, compresa la recente uccisione di Unsal Zor – è segno di involuzione democratica. Che preoccupa chi – come molti  cittadini italiani  – ha sempre sperato nell’ingresso del suo Paese nel consesso delle nazioni democratiche europee.
Ambasciatore Aydın Adnan SEZGIN,
riferisca urgentemente al suo Governo la convinta richiesta di molti italiani, affinché siano ritirate le infondate accuse di violazione di segreti di Stato e di spionaggio strumentalmente mosse contro Can Dundar, che prevedono la pena dell’ergastolo. 
L’opinione pubblica mondiale vi sta osservando. E chi è amico della Turchia, spera vivamente che il presidente Erdogan sappia difendere l’onorabilità democratica del proprio Paese ripristinando la libertà di stampa, da anni compressa in modo inaccettabile.
Noi continueremo a seguire il caso, fino al completo proscioglimento di Can Dundar.
Con vigilanza democratica,
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

Scopri di più da nandocan magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere