
Ve lo immaginate un Sallusti della (sifaperdire) sinistra? Ecco, questo è Claudio Velardi, non per caso intervistato oggi dal Giornale sui suoi ex compagni rottamati, Bersani e D’Alema, ma soprattutto sul suo amatissimo “rottamatore”, al servizio del quale ha destinato l’omonima piattaforma sul web. Ma ecco il passo più significativo del “peana” a cui allude Lucio Giordano nell’articolo che segue. “Guardo con entusiasmo al tentativo di Renzi di dare un assetto stabile e saldo al sistema, fondato su un bipartitismo tra PD e Forza Italia. Le condizioni ci sono tutte, in quanto Berlusconi si sta comportando da vero padre della patria, visto che potrebbe mandare tutti a quel Paese e non lo fa. Paradossalmente oggi è più libero di prima, i magistrati hanno un po’ mollato la persecuzione di cui è stato oggetto. Per cui gli chiedo un ultimo sforzo: trovarsi un successore o ripresentarsi alle prossime elezioni perché, anche se contro Renzi perderebbe, farebbe all’Italia un regalo grandissimo”. Un gran paraculo e un innovatore secondo Velardi, Renzi sarebbe addirittura un Metternich secondo Giordano. Beh, non esageriamo, a me pare che il premier boy scout, abilissimo nel vendere fumo quanto l’ex Cavaliere, sia quanto di meglio, nel doloroso vuoto della politica nazionale, una consumata classe dirigente è riuscita a trovare per il ruolo di gattopardo. Ma soprattutto nel titolo Giordano ha ragione: prima cesseranno gli italiani questa stupida devozione per i paraculi e meglio sarà per noi e per loro (nandocan).
***di Lucio Giordano, 14 ottobre 2014* – Claudio Velardi, professione boh, in un’intervista a Il Giornale invita Bersani e D’Alema a farsi un nuovo partito. E poi, sempre nel corso dell’intervista, si lancia in peana senza fine sull’attuale primo ministro Matteo Renzi, definendolo un gran paraculo e un innovatore.
Adesso: a parte che Renzi è tutto fuorchè un innovatore, visto che in un paragone storico potrebbe essere assimilato a Metternich, quello del congresso di Vienna e della restaurazione reazionaria del 1815, Velardi non tiene in considerazione un aspetto. Il Pd, prima della sua agonia, era un partito formato da un 90 per cento di bersaniani e dalemiani e solo da un dieci per cento di renziani. Poi, con trappole assassine, Renzi ha preso il potere del Pd, ne ha fatto un partito suo. E solo suo.
Ora, se in questo paese trionfasse la logica, Renzi e Bersani dovrebbero rompere la ditta, riconsegnare un marchio ormai logoro e chiudere l’esperienza del partito. Quanto invece al fatto che Renzi sia un gran paraculo, assolutamente d’accordo. Ma è incontestabile che l’Italia non ha per niente bisogno di paraculi. Sono proprio loro, infatti, ad aver distrutto Il Paese mettendolo in ginocchio e costringendolo a muoversi tra le macerie. Qualcuno ha il coraggio di obiettare il contrario ?
*da Alganews, il grassetto è di nandocan
