Le sentenze si rispettano.Punto. E’ ammessa però qualche curiosità sul modo in cui verranno motivate le due assoluzioni, la prima (concussione) piuttosto che la seconda (prostituzione minorile). Vincenzo Carfì, su Facebook, la manifesta con sacrosanto sarcasmo. Nessuna curiosità invece si può avere sulla rapidità con cui da destra e non solo si traggono conclusioni sulla dignità del pregiudicato e del suo ruolo nelle istituzioni. A motivarla, più che la santificazione di Berlusconi, è la santificazione di un’alleanza (nandocan).
***da Vincenzo Carfì, 18 luglio 2014 – Berlusconi Santo Subito! Era stato condannato innocente ed ora che è stato assolto va risarcito subitaneamente con un processo di istantanea beatificazione.
La Gelmini torna stasera su “la 7” ad assicurare, per esserne stata testimone oculare, che quelle erano cene eleganti e poco importa che a quelle cene partecipasse una minorenne, prostituta appena un po’, e che il cavaliere la pagava tutte le volte che ivi pernottava; poco importa inoltre che per risparmiarle il soggiorno in una comunità ove spesso soggiornano le minori prostitute venne scomodato il Prefetto di Milano.
Non sarebbe provato che ci sia stato sesso tra il “gigante” e la “bambina” e se ci fosse stato, il “gigante” non sapeva che di “bambina” si trattava. Come faceva, nel caso, il “gigante”, a stabilire l’età dal solo tatto o dal solo olfatto?
E non sarebbe stato concusso neanche il Prefetto di Milano quando di sua sponde affidava alla Minetti la “bambina” che a sua volta la affidava ad un’altra prostituta un po’ meno “bambina”.
Era stato condannato “il gigante” da alcuni Giudici ed ora è stato assolto da altri. In genere, per i comuni mortali, in questi casi, c’è un terzo grado di giudizio.
Per Berlusconi no! Meglio farlo santo subito e per equo indennizzo graziarlo di tutto, indagini in corso comprese.
C’è già qualche idiota che sostiene essere questo il segreto del “patto del nazareno” e che la Corte d’Appello di Milano con quel patto c’entra eccome! 🙂
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Pubblicato da nandocan
Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli.
Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno.
Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione.
Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.
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