Astensionismo record in Italia alle elezioni europee 2014.

Europa unitaDal sito di “Doparie press” riprendo questi dati che dovrebbero far riflettere. Potremmo chiederci ad esempio se questa crescente disaffezione non dipenda, oltre che dalla sciagurata linea di politica di rigore perseguita durante una lunga, durissima crisi, anche dalla disattenzione dei media sulla vita delle istituzioni europee e dal coinvolgimento quasi nullo dei cittadini nel dibattito e nelle scelte dei rappresentanti politici nelle medesime. Di fatto, una politica europea vietata ai non addetti ai lavori (nandocan).

****27 maggio 2014 – Secondo le cifre appena diffuse dal Ministero degli Interni, su poco piu’ di 50 milioni di elettori, ieri hanno votato quasi 29 milioni di italiani (57,22%). Rispetto alle elezioni europee del 2009 (in cui il numero di elettori aventi diritto al voto era molto simile), hanno votato 3 milioni 750 mila italiani in meno, che corrisponde a un calo di quasi l’8%.

Per creare una serie storica dei dati sull’affluenza in Italia, abbiamo estratto dal sito del Viminale i dati delle elezioni europee degli ultimi vent’anni (vedi sotto). Colpisce molto il seguente dato: nonostante che tra il 1994 e il 2014 gli aventi diritto siano aumentati di quasi due milioni di unità, i votanti sono più di 6 milioni e mezzo in meno. Negli anni settanta e ottanta la partecipazione al voto europeo in Italia era superiore all’80%.

Europee 26/05/2014 | Area ITALIA + ESTERO:
Elettori 50.662.460 Votanti 28.991.258
57,22%
Schede bianche 579.353 Schede non valide (bianche incl.) 1.542.352
Europee 07/06/2009 | Area ITALIA + ESTERO:
Elettori 50.342.153 Votanti 32.749.004 65,05%
Schede bianche 985.418 Schede non valide (bianche incl.) 2.125.164
Europee 12/06/2004 | Area ITALIA + ESTERO:

Elettori 49.804.087 Votanti 35.717.655 71,72%
Schede bianche 1.587.544 Schede non valide (bianche incl.) 3.201.256

Europee 13/06/1999 (Area ITALIA + ESTERO):

Elettori 49.278.309 Votanti 34.359.339 69,73%
Schede bianche 1.643.604 Schede non valide (bianche incl.) 3.296.913


Europee 12/06/1994 | Area ITALIA + ESTERO:

Elettori 48.461.792 Votanti 35.667.440 73,60%
Schede bianche 992.586 Schede non valide (bianche incl.) 2.753.484

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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