Moretti ministro delle Infrastrutture? E’ uno scherzo di Carnevale? Lettera a Renzi di Daniela Rombi, presidente associazione vittime strage di Viareggio

mauro-moretti1Ma non basta quello che già è accaduto nei giorni scorsi a farci discutere e litigare per doverci aggiungere anche quello che potrebbe accadere nei prossimi? Tranquilli, non perdiamo la testa, il totoministri che impazza, questa volta come in passato, nelle pagine dei giornali e sugli schermi televisivi è solo un lancio di nomi sparati in libertà per attrarre l’attenzione e vendere copie, la stessa trappola mediatica che ha servito purtroppo a diffondere la piaga del personalismo in politica. Ieri ho visto nei titoli di Repubblica il nome di Fabrizio Barca per l’economia o il lavoro. Chi è a conoscenza del suo importante lavoro, da mesi, per un rinnovamento del Pd da Partito stato-centrico a partito palestra di sperimentalismo democratico, chi ha letto il suo libro “La traversata”, sa che non accetterebbe mai di abbandonarlo per un incarico governativo, contraddicendo uno dei pilastri del suo progetto. Se solo i giornalisti si informassero prima di informare…(nandocan).

di Daniela Rombi, 17 febbraio 2014 – Stamani, di ritorno dal cimitero, ho appreso la notizia; Renzi potrebbe volere in squadra Mauro Moretti quale ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo. Noi familiari non potevamo non avere un’altra mazzata tra capo e collo ed oggi è toccato a Renzi darcela! Eppure con Matteo Renzi ci siamo incontrati qui a Viareggio in occasione delle elezioni del nostro Sindaco e a Firenze in occasione dell’ultima manifestazione nazionale di “Libera”; in entrambe le occasioni mi ha personalmente espresso la Sua vicinanza al nostro dolore incoraggiandoci ad andare avanti e non mollare…..

Eppure, dalla tv e dai giornali vedo che è la solita persona, l’ex Sindaco di Firenze… Non lo faccia,  smentisca subito questa aberrante ipotesi, l’ipotesi che un IMPUTATO per la morte di 32 persone bruciate vive nella sicurezza delle loro case (non dimenticando le altre imputazioni e 47 operai morti sui binari per mancanza di sicurezza dal 2007 ad oggi) vada a ricoprire il Ministero delle Infrastrutture!!!
Ma come si fa a pensare una cosa del genere? E’ uno scherzo di Carnevale? No, è un incubo, perchè come cambia il Premier viene sempre fuori questa cosa…..come mai? Perchè?
Caro Matteo Renzi, non si azzardi neanche a pensare di fare questa cosa, è così offensivo per noi ma soprattutto per i nostri figli morti che è impensabile.
E che non ci vengano a dire che è solo frutto di un giornalismo in cerca della grande notizia: non ci interessa, nessuno deve neanche osare pensare Moretti Ministro!

Voi del PD ad agosto avete “scelto” di mantenerlo ancora AD di Ferrovie, quelle ferrovie che preferiscono pagare tanti soldi ai familiari dei morti anziché fare sicurezza sui binari;
voi del PD avete “scelto” di non stare al nostro fianco e di prendervi i soldi nel processo appena iniziato, logica e lineare conseguenza a quanto detto prima!
Ma il Pd è fatto di UOMINI e per fortuna qui a Viareggio, ed in primis il Presidente della nostra provincia (Lucca, se non lo sapesse) e la senatrice Granaiola sono due persone speciali, e Lei?
A questo punto non lo so, tocca a Lei dirmelo.
In attesa di un Suo riscontro, Le chiedo comunque un colloquio con noi, colloquio che Letta non ci ha mai concesso….che strano questo PD!

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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