Il generale Tricarico smonta la narrativa Nato della guerra. Urge un movimento di resistenza globale in difesa della pace in Europa

da Remocontro


L’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Generale Leonardo Tricarico, non proprio l’ultimo arrivato, uno che sui caccia ci ha vissuto migliaia di ore volo, con poche parole ha smontato il “fearmongering” ovvero, la strategia della minaccia incombente che, in particolare nelle ultime due settimane, ci stanno propinano i soloni del Patto Atlantico (inclusa appendice UE e Media prezzolati) :
“La Russia non rappresenta una minaccia per nessuno – afferma Tricarico – e sbaglia chi vuole accreditarla come un possibile aggressore soprattutto rispetto alla Nato”
“È grave buttare benzina sul fuoco favorendo il precipitare della situazione, perché allora sì che la Russia potrebbe aprire un nuovo fronte con la Nato. Eventi come gli sconfinamenti di velivoli e soprattutto quelli legati al crimine informatico vengono presentati come straordinari ma non lo sono. Bisogna mantenere sangue freddo, altro che abbattere aerei”.
Non so se afferrate la gravità di questa affermazione; in pratica il generale ci sta dicendo che la Nato sta intenzionalmente alzando a bella posta lo scontro con la Russia per provocare un conflitto; conflitto su cui incomberebbe il rischio nucleare.
Credo sia giunta l’ora, anche per noi popoli europei, di sollevarci dal basso, di organizzare un movimento di resistenza globale per difendere il nostro diritto alla Pace, una #Sumud (resistenza in arabo) in nome di una pax europea che questi assassini ci stanno scippando.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

Scopri di più da nandocan magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere