Colombo, Galileo e Sangiuliano

Tra i commenti all’irresistibile gaffe del ministro Sangiuliano, accanto all’ironia di Marnetto vi propongo la critica feroce, che pare bene argomentata (ma a voi il giudizio) di un maestro elementare (nandocan)

Mauro Karl Zanella su Facebook

Ministro che gran botta di c… avete avuto sia lei che Cristoforo Colombo.

Galileo Galilei (1564 – 1642) non solo nasce 58 anni dopo la morte di Cristoforo Colombo (nato nel 1451 e morto nel 1506) ma non ha mai formulato alcuna teoria circa la circumnavigazione del globo che venne infatti portata a termine dalla spedizione guidata da Ferdinando Magellano (1480 – 1521) fino alla sua morte (venne assassinato da nativi delle Filippine che avevano capito tutto).

La spedizione iniziata nel 1519 venne portata a termine dai marinai di Magellano nel 1522, tra questi Antonio Pigafetta, cittadino della Repubblica di Venezia, che scrisse, in Italiano, Relazione del primo viaggio intorno al mondo, un dettagliato resoconto di quella straordinaria avventura.

Galileo Galilei quindi….

nasce non soltanto dopo i viaggi di Cristoforo Colombo ma anche dopo il primo viaggio di circumnavigazione del globo.
Venne processato dal tribunale del Sant’Uffizio per aver sostenuto la teoria eliocentrica con il suo libro Dialogo sopra i massimi sistemi e fu costretto ad abiurare alle sue teorie per aver salva la vita, tuttavia dopo l’abiura sentenziò “eppur si muove” riferito alla Terra ed al suo moto di rivoluzione intorno al Sole.

Cristoforo Colombo invece …

si ispirò alle teorie ed ai calcoli drammaticamente sbagliati del matematico e astronomo toscano Paolo dal Pozzo Toscanelli (1397 – 1482) infatti egli effettivamente sosteneva la possibilità di raggiungere le Indie partendo dall’Europa e attraversando l’Oceano Atlantico. Tuttavia nei suoi calcoli, elaborati a partire da quelli ipotizzati dall’Astronomo greco, di Alessandria d’Egitto Claudio Tolomeo (circa 100 d.C. – 168 circa) la distanza tra Europa e Indie attraversando l’Atlantico, era di circa la metà di quella effettiva.

I dotti di Salamanca

Infine, checché ne dica il ministro del revisionismo storico geografico, prima del viaggio Colombo non viene processato dal tribunale dell’Inquisizione ma deve semplicemente presentare il suo progetto ai sapienti della Corona di Spagna, i dotti di Salamanca, che lo respingono, ma non perché qualcuno pensasse allora che il mondo fosse piatto, ma perché i suoi calcoli erano completamente sbagliati.

Gli studiosi di Salamanca si basavano sui calcoli di Eratostene assai vicini alla realtà. Il viaggio è troppo lungo, non conviene economicamente, e le scorte di acqua dolce potrebbero non bastare.
Alla fine la regina Isabella di Castiglia finanzia e dà il via libera alla spedizione.
Il destino di Colombo e dei suoi uomini era di morire per mancanza di acqua potabile dopo un mese di navigazione. Per una vera e propria botta di… fortuna tra Europa ed Asia non c’è solo un grande Oceano, ma ben due, l’Oceano Atlantico e l’Oceano Pacifico e al centro un gigantesco continente abitato da innumerevoli popoli e da milioni di esseri umani.

Le indie orientali

Colombo è convito di aver raggiunto le Indie Orientali, anche se gli interpreti che ha portato con sé non capiscono un tubo delle lingue parlate, ma soprattutto è salvo. La sventura e il genocidio sistematico dei nativi si abbatterà da lì a poco sulle terre conquistate e spartite dalle potenze europee.
Lo stesso Cristoforo Colombo venne destituito e processato perché alla Corte spagnola erano giunte accuse di tirannia e incompetenza nel governo dell’Isola di Hispaniola (Haiti e Repubblica Domenicana).

Le accuse a Cristoforo Colombo

Il rapporto del nuovo governatore Francisco de Bobadilla, nominato dai sovrani spagnoli dopo la destituzione di Colombo, e rinvenuto nel 2006 nell’Archivio Nazionale di Spagna raccoglie 23 testimonianze. Le accuse a Cristoforo Colombo sono quelle di far ricorso sistematicamente alla tortura e alla mutilazione per governare attraverso il terrore l’isola. Inoltre il documento descrive come Colombo sterminò una buona quantità di nativi dell’isola: prima diede luogo a una severa repressione in cui molti nativi rimasero uccisi, in seguito fece sfilare per le strade i loro corpi smembrati con l’intento di scoraggiare eventuali ribellioni.
Colombo e i suoi fratelli vennero quindi arrestati, ma successivamente rilasciati per ordine del re Ferdinando di Aragona, marito della regina Isabella di Castiglia.

Concludendo:

Sangiuliano si identifica con Colombo perché entrambi senza merito reale hanno avuto una vera “botta di culo”
Il Genovese invece di morire disidratato in mare arrivò per caso e per errore a scoprire un nuovo continente.
Così come senza alcun merito lo stesso Sangiuliano è arrivato ad essere Ministro della Cultura.
In quanto allo stesso Cristoforo Colombo non c’è che dire: può davvero essere un fulgido esempio per la gioventù… del Littorio, per i balilla del terzo millennio.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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