Gli pregano contro

Dal Messaggero di ieri un episodio raccontato dal Papa che la dice lunga sulle sofferenze che gli procurano quanti, all’interno della Curia, gli “pregano contro” non soltanto a parole ma ponendo ostacoli, a mio parere anche con qualche successo, alla novità pastorale del suo pontificato (nandocan)

Agli Stati Generali della Natalità Papa Francesco termina il suo lungo ed appassionato discorso chiedendo alla platea prima di congedarsi di pregare per lui «ma non contro, a favore», ripetendo che bisogna farlo a favore. Poi scherzando rileva alla platea un piccolo eloquente episodio, di quelli che possono capitare per caso a margine di un incontro pubblico e che offrono sprazzi di luce illuminando zone oscure.

«Vi voglio raccontare una cosa, un po’ di tempo fa stavo finendo una udienza con tante persone quando a venti metri da me ho intravisto una vecchietta. Occhi bellissimi e simpatica, così mi sono avvicinato. Le ho chiesto come si chiamasse, quanti anni avesse. Mi ha risposto che aveva 87 anni. Al che le ho replicato: ma cosa mangia per essere così forte. E lei mi ha spiegato che faceva ancora i ravioli a mano e mi ha pure dato la ricetta dei suoi ravioli.

Salutandola ho detto anche a lei, come faccio sempre per scherzare, di pregare per me e non contro. E lei: Santità stia attento perchè là dentro gli pregano contro. Una vecchietta furba eh? Un po’ anticlericale…». Quel “là dentro” sottolineato dall’intervento spontaneo sul palco era ovviamente riferito alla curia, luogo di intrighi, complotti e cospirazioni secondo il cliché tradizionale che però viene avvalorato spesso  anche il pontefice argentino. 


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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