Dal Messaggero di ieri un episodio raccontato dal Papa che la dice lunga sulle sofferenze che gli procurano quanti, all’interno della Curia, gli “pregano contro” non soltanto a parole ma ponendo ostacoli, a mio parere anche con qualche successo, alla novità pastorale del suo pontificato (nandocan)
Agli Stati Generali della Natalità Papa Francesco termina il suo lungo ed appassionato discorso chiedendo alla platea prima di congedarsi di pregare per lui «ma non contro, a favore», ripetendo che bisogna farlo a favore. Poi scherzando rileva alla platea un piccolo eloquente episodio, di quelli che possono capitare per caso a margine di un incontro pubblico e che offrono sprazzi di luce illuminando zone oscure.
«Vi voglio raccontare una cosa, un po’ di tempo fa stavo finendo una udienza con tante persone quando a venti metri da me ho intravisto una vecchietta. Occhi bellissimi e simpatica, così mi sono avvicinato. Le ho chiesto come si chiamasse, quanti anni avesse. Mi ha risposto che aveva 87 anni. Al che le ho replicato: ma cosa mangia per essere così forte. E lei mi ha spiegato che faceva ancora i ravioli a mano e mi ha pure dato la ricetta dei suoi ravioli.
Salutandola ho detto anche a lei, come faccio sempre per scherzare, di pregare per me e non contro. E lei: Santità stia attento perchè là dentro gli pregano contro. Una vecchietta furba eh? Un po’ anticlericale…». Quel “là dentro” sottolineato dall’intervento spontaneo sul palco era ovviamente riferito alla curia, luogo di intrighi, complotti e cospirazioni secondo il cliché tradizionale che però viene avvalorato spesso anche il pontefice argentino.
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