Incompetente

di Massimo Marnetto

La Ministra Bernini si dovrebbe dimettere per il mancato raggiungimento dell’obiettivo del PNRR di creare 7500 posti letto aggiuntivi negli studentati, che ha provocato un danno para-erariale di oltre mezzo miliardo di mancati fondi europei nella rata di competenza.

L’omissione è clamorosa, viste la palese carenza di posti letto che i ragazzi hanno reso ancora più esplicita con le recenti proteste poste in atto piantando tende davanti agli atenei.

Non credo che la Bernini sia malvagia, ma solo incompetente: un altro ‘’fenomeno’’ di questo Governo di persone mediocri amanti del potere, ma prive del sapere.


Per la cronaca:

La ministra Bernini ha dichiarato che “sono stati creati 8.581 posti letto aggiuntivi, di cui 7.524 già assegnati a studenti universitari”. Ma ha anche aggiunto che “con il decreto-legge Aiuti-ter, e con i due Decreti attuativi successivi, si è previsto l’ingresso anche degli operatori privati all’interno del mercato”.

Secondo il sindacato studentesco (citato dall’Ansa) che ha promosso la protesta delle tende in 17 città italiane, “per risolvere il problema servirebbero almeno tre miliardi di euro” e a fronte degli 8581 posti letto annunciati dal governo ha aggiunto :” La ministra ha detto più volte che con i fondi del Pnrr verranno creati più di 8mila posti letto nuovi ma, a leggere bene il provvedimento, non è così: quelli realmente creati da zero saranno circa 3mila, gli altri saranno quelli non ancora censiti dei privati. Chiediamo che venga fatta chiarezza e che si modifichi il Pnrr introducendo controlli stringenti del pubblico sulla gestione dei fondi dei privati”. (nandocan)

Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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