Rinnovabili o carbone? E’questo il dilemma posto dalla guerra in Ucraina, con l’improvvisa riduzione di gas russo. Ora tutto lo sforzo globale per ridurre la combustione dei fossili sembra completamente oscurato dal conflitto in atto. Al punto che Draghi ha dichiarato il ritorno (parziale) al carbone, senza generare alcun dissenso. Eppure, anche in una fase così critica, l’impegno alla difesa dell’ambiente deve rimanere una priorità.
Anzi, è proprio ora che dovrebbe essere lanciato il piano ” Un tetto, un pannello”, per coprire con il fotovoltaico tutti i capannoni e i condomìni del Paese, con un programma straordinario di diversificazione energetica. Non solo: la ricerca dovrebbe essere stressata, finché non crei pannelli ”rotabili e calpestabili”, da mettere su strade e marciapiedi, per salvaguardare i campi agricoli da queste insensate coperture e ridurre al minimo l’impatto eolico. E’ costoso? Sì – E’ difficle? Sì – Ma non abbiamo scelta, perché la lezione è stata chiara: la dipendenza energetica è una cessione di sovranità.
Chissà se in Francia, trascorsa la mediocre esperienza della presidenza Macron, il radicalismo di sinistra riuscirà a battere quello di Marie Le Pen e della destra. Chissà se, girato il vento, toccherà finalmente al leader di “France insoumise“ di vincere l’anno prossimo, proprio con l’appoggio dei giovani, la gara per l’Eliseo. (nandocan) Massimo Nava suContinua a leggere “La marea giovane di Mélenchon contro la destra in Europa”
“Un punto di vista di parte sulle tecnologie”, sottolinea l’autore, riferendosi, con un compiacimento che peraltro condivido, alla recente enciclica di Papa Leone XIV sull’Intelligenza artificiale. Non è mai troppo tardi per richiamare alla vigilanza sull’impiego delle nuove tecnologie digitali. Eppure sono molti anni che autorevoli esperti della materia – penso anche al collega eContinua a leggere “Disarmare l’Intelligenza Artificiale”
di Massimo Marnetto È importante la lettera di proposta di incontro inviata da Zelensky a Putin, anche se ha sortito un rifiuto. Il motivo è la fine del mito mortifero della ‘’vittoria’’ inseguito dagli ucraini (e non solo) e ora in crisi anche presso i russi, vista la capacità di Kiev di colpire con maggioreContinua a leggere “Pareggio”
Chiedo scusa ai non molti lettori che trovassero difficoltà nella lettura della versione originale se non ho neppure provato a tradurre l’articolo ma la materia è troppo delicata per rischiare di travisarlo con una traduzione (nandocan) Amos Brison +972 podcast Having grown up in the Jewish public school system in Israel, I’ve been thinking aContinua a leggere “How Israeli classrooms indoctrinate Jewish supremacy”
Provate a pensare cosa vuol dire evacuare una città di duecentomila abitanti e collocatelo idealmente in un progetto di annessione del Libano o di gran parte di esso ad un “grande Israele” e anche questo vi sembrerà più chiaro. Meno chiara semmai è la differenza di trattamento da parte dei governi europei per l’annessione russaContinua a leggere “Libano, su Tiro l’inferno di nome e la disumanità di fatto”