Rinnovabili o carbone? E’questo il dilemma posto dalla guerra in Ucraina, con l’improvvisa riduzione di gas russo. Ora tutto lo sforzo globale per ridurre la combustione dei fossili sembra completamente oscurato dal conflitto in atto. Al punto che Draghi ha dichiarato il ritorno (parziale) al carbone, senza generare alcun dissenso. Eppure, anche in una fase così critica, l’impegno alla difesa dell’ambiente deve rimanere una priorità.
Anzi, è proprio ora che dovrebbe essere lanciato il piano ” Un tetto, un pannello”, per coprire con il fotovoltaico tutti i capannoni e i condomìni del Paese, con un programma straordinario di diversificazione energetica. Non solo: la ricerca dovrebbe essere stressata, finché non crei pannelli ”rotabili e calpestabili”, da mettere su strade e marciapiedi, per salvaguardare i campi agricoli da queste insensate coperture e ridurre al minimo l’impatto eolico. E’ costoso? Sì – E’ difficle? Sì – Ma non abbiamo scelta, perché la lezione è stata chiara: la dipendenza energetica è una cessione di sovranità.
da Remocontro Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.(Erodoto). La guerra nutre se stessa (Tito Livio) Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loroContinua a leggere “Contro la guerra”
Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”
Trump non è la civiltà americana, ne è solo un usurpatore e un sintomo grottesco, ma è pur vero che il Congresso non lo ha fermato, l’esercito non si è ribellato, i giudici hanno dovuto tacere, gli infermieri non l’hanno prelevato, il suo staff lo ha sostenuto. Quello che è finito è però il mito americano, di cui anche noi siamo stati vittime, il mito o “sogno americano”, “libertà democrazia e libera impresa”, in nome del quale sono state portate guerre e maledizioni in tutto il pianeta, e popoli interi resi servi, e i “valori occidentali” contrapposti al “resto del mondo”, parola del “Corriere della Sera”.
dí Francesco Sylos Labini La guerra in Ucraina è stata largamente interpretata, nella narrazione dominante dei media mainstream, come una guerra di aggressione imperialista: secondo questa lettura, Putin avrebbe deciso di negare l’indipendenza dell’Ucraina, puntando a riassorbirla nella Russia, in una logica spesso paragonata a quella della Germania nazista nel 1939. In questa prospettiva, negoziareContinua a leggere “L’Iran e il crollo dei doppi standard”
Appare ormai molto credibile che solo la prevista sconfitta dei repubblicani nelle elezioni di medio termine possa riuscire ad allontanare il rischio di “un prolungamento distruttivo per tutti” dopo la minaccia di un intervento di terra per spaventare il regime iraniano. Si spera che l’isolamento di Trump non solo negli Stati Uniti ma anche inContinua a leggere “La guerra persa da cui Trump non sa come uscire”