Carlo Calenda, Photographer: Alessia Pierdomenico/Bloomberg via Getty Images
Roma, 14 ottobre 2020 – Il tentativo di Repubblica (articolo di Francesco Bei) di spacciare come “campione significativo” le 25mila risposte dei suoi lettori ad una consultazione volontaria sul prossimo candidato sindaco del centro-sinistra al Campidoglio può lasciare perplessi ma non sorpresi.
Mache i 13100 voti ottenuti dal presenzialismo televisivo di Carlo Calenda rispetto a quelli raccolti dai “sette nani”, come faziosamente ribattezzati, promettano una vittoria “schiacciante” sui suoi avversari parrebbe poco meno di una fake news.
“Se i gazebo del centro sinistra dovessero chiudere oggi, il candidato sindaco del centrosinistra sarebbe Carlo Calenda”. Un annuncio perentorio appena velato dalla precisazione che il sondaggio non ha “pretesa di scientificità”.
Significa che i lettori di Repubblica sono diventati calendiani? Chiede retoricamente il collega di Repubblica. Difficile da credere, si risponde. Infatti, significa semplicemente che Repubblica è diventata calendiana.
Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli.
Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno.
Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione.
Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.
Visualizza più articoli
Una opinione su "Repubblica calendiana"
Potevate fare un sondaggio piú serio e con dei tempi piú un lunghi da un giornale serio che leggiamo in famiglia. Sarebbe bello far capire tramite sondaggi prolungati (ieri non ho potuto partecipare perché perché scaduto alle 22 evidentemente) che tra i dubbi di Orlando prevale la linea delle primarie e non di un candidato imposto dall’alto che vedrebbe forse anche un’astensione visto che vince a destra. Dare uno spazio su piú temi e in piú tempi ai vari candidati magari anche un pó in TV. Alleanza con i 5stelle a Roma neanche a parlarne.. Avrei votato per Caudo comunque, ex assessore all’urbanistica della giunta Marino che ha il polso della situazione per amministrare questa città oggettivamente difficile..
Potevate fare un sondaggio piú serio e con dei tempi piú un lunghi da un giornale serio che leggiamo in famiglia. Sarebbe bello far capire tramite sondaggi prolungati (ieri non ho potuto partecipare perché perché scaduto alle 22 evidentemente) che tra i dubbi di Orlando prevale la linea delle primarie e non di un candidato imposto dall’alto che vedrebbe forse anche un’astensione visto che vince a destra. Dare uno spazio su piú temi e in piú tempi ai vari candidati magari anche un pó in TV. Alleanza con i 5stelle a Roma neanche a parlarne.. Avrei votato per Caudo comunque, ex assessore all’urbanistica della giunta Marino che ha il polso della situazione per amministrare questa città oggettivamente difficile..