Partendo da questo dato, la Rete Motus – composta da molte associazioni di abitanti del centro di Roma (*) – ha lanciato la Campagna “Bus Stop”, chiedendo che si ritorni alle regole del Giubileo 2000, quando i bus turistici sostavano fuori dall’anello ferroviario e i turisti entravano con la navetta “J”.
“E’ un modello che ha funzionato – abbiamo detto nella conferenza stampa nella Sala del Carroccio, al Campidoglio – e quindi può perfettamente essere ripristinato; anzi migliorato, grazie alla tecnologia che ormai consente di prenotare, trovare e pagare i parcheggi, tutto on line”. Erano presenti giornalisti del Corriere (Garrone), Messaggero (Mozzetti) e dell’agenzia di stampa Dire (Di Placido)
Le loro domande ci hanno permesso di spiegare il senso dell’Appello (distribuito ai presenti in italiano e inglese) e precisare che questa conferenza è il punto di partenza di una campagna di mobilitazione civica, che mira ad avere un incontro con il Comune, per modificare il nuovo Regolamento sui bus turistici, ancora troppo permissivo negli accessi. Abbiamo anche fatto presente che la nostra azione converge con la stessa richiesta già avviata dal Municipio I e che intende sostenerla ed ampliarla, coinvolgendo anche gli stranieri residenti da anni, ormai “Romani nel cuore”.
Cosa farete in futuro? “Ora ci siamo solo presentati dichiarando il nostro obiettivo di liberare il cuore di Roma dai bus, ma la prossima fase sarà quella di costruire una campagna di comunicazione mobilitante, con l’aiuto di altre associazioni, altri cittadini e altre donne e uomini di cultura, come chi si è già schierato al nostro fianco: Paolo Berdini, Valerio Carocci, Vittorio Emiliani, Antonio Del Guercio, Vezio De Lucia, Dacia Maraini, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Tozzi”.
Non pensate che sia complicato cambiare il turismo a Roma visto che è un’importante fonte di introiti? “Lo sappiamo e non vogliamo assolutamente danneggiarlo. Anzi, superando questo stile frenetico di visita-blitz, che porta più problemi che ricchezza alla Città, vorremmo incidere sul nuovo modello di turismo delle città d’arte, basato su tempi di permanenza adeguati ad assaporarne la bellezza, sensazioni che non vanno d’accordo con selfie scattati di fretta”.
Perché vi siete chiamati Motus? “Perché in latino significa sia movimento, che emozione. Chi si muove per vedere Roma, deve avere il tempo di vivere e portarsi via un’emozione. Solo se questa magia accade, ritornerà”.
(*)Associazione Abitanti Giolitti Esquilino – Civico 17 Prati, Mazzini, Delle Vittorie – Comitato Ottaviano Giulio Cesare – Comitato Piazza Vittorio Partecipata – Domus Ciancaleoni – Piccolo Cinema America – Rione Monti Coordinamento Comitati – Trionfalmente 17 – Vivere Trastevere.