Se è vero che l’Italia condivide con l’Ungheria di Orban l’ultimo posto in Europa, come scrive sul Fatto Quotidiano Beppe Giulietti, mi sembra che abbiamo poco da festeggiare. Per celebrare comunque la Giornata mondiale voluta dall’ONU l’Ordine dei giornalisti e la Federazione della Stampa avrebbero potuto mandare una delegazione a Palazzo Chigi, a Montecitorio e Palazzo Madama per esigere una buona volta dai loro inquilini qualche risposta concreta su come e quando si intende procedere per rimuovere questa vergogna (nandocan). <!– –>
da articolo 21 , 2 maggio 2014 – La libertà di stampa a livello globale è ai suoi minimi da oltre 10 anni, e solo una persona su sette nel mondo vive in un Paese con giornali liberi. E’ quanto afferma l’Ong statunitense Freedom House, nel suo rapporto annuale pubblicato giovedì. Il declino è stato provocato dal peggioramento della situazione in diversi Paesi mediorientali, come Egitto, Libia e Giordania, e in modo particolare nella Turchia di Recep Tayyp Erdogan, dove alla fine del 2013 si contavano una quarantina di giornalisti rinchiusi in carcere.
Situazione difficile per i giornalisti anche in Cina e in Russia, ma anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna la libertà ha compiuto dei passi indietro per gli ostacoli posti dai rispettivi governi ai giornali che si occupano delle questioni riguardanti la sicurezza nazionale (vedi scandalo Snowden-Datagate). Un lieve miglioramento si registra invece in Italia, al 61esimo posto nel ranking mondiale, dove la stampa rimane comunque “parzialmente libera”.
I paesi più virtuosi sono Olanda, Norvegia e Svezia, piazzati ai primi tre posti, mentre in fondo alla classifica si trovano Turkmenistan, Uzbekistan e Corea del Nord.
