Esterrefatto: etimologicamente, “preso da grande spavento”.
Così si è dichiarato l’avvocato Coppi, appena venuto a conoscenza che la Cassazione si sarebbe occupata di Berlusconi il 30 Luglio. Strano, perché se – come più volte sostenuto da Berlusconi e tutto il suo rettilario di pitoni e pitonesse – un imputato si sente innocente e “perseguitato” vuole subito la sentenza. Se invece non è così, allora punta ovviamente alla prescrizione.
Il fatto è che questa vicenda mostra – in tutta la sua drammaticità – quanto la disfunzione del “servizio pubblico” della giustizia sia stata per anni una scelta politica della destra berlusconiana.
Togliere fondi al funzionamento dei tribunali, appesantire le procedure ed abbreviare i tempi di prescrizione ha significato adottare un’amnistia di censo: chi può pagarsi costosi avvocati capaci di produrre un ostruzionismo processuale fino alla prescrizione, in galera non ci va; gli altri, sì. In più, Berlusconi in questo processo è accusato di frode fiscale, cioè di aver fatto pagare a noi le tasse che avrebbe dovuto pagare lui. Con l’aggravante che così si accumulano “fondi neri”, quelli solitamente usati per corrompere giudici, testimoni e deputati.
C’è ancora qualcuno in buona fede che si stupisca dell’Interdizione dai pubblici uffici?
Massimo Marnetto
Libertà e Giustizia di Roma
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Pubblicato da nandocan
Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli.
Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno.
Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione.
Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.
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