Coreografia

Come è noto i Re d’Inghilterra, da Enrico VIII, che ruppe con il Papa di Roma, in poi sono anche a capo della Chiesa cristiana anglicana. La Chiesa di Roma non la considera eretica, come giudica invece le Chiese protestanti poiche rifiutano anche importanti dogmi di fede proclamati nei Concilii, ma soltanto scismatica (scisma d’Occidente), da quando al pari della Chiese ortodosse orientali cessò di riconoscere l’autorità del Pontefice romano. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Il re si riconcilia con il papa. Pregano insieme, dopo 500 anni. Si scambiano doni, scranni e cortesie, per rimediare allo scisma che ha diviso le loro Chiese. Che questa frattura religiosa abbia poco di spirituale e molto di temporale lo si vede fin dal suo inizio, dovuto al mancato assenso papale per il divorzio di Enrico VIII, oggi una causa priva di significato. 

La Cappella Sistina, le processioni delle Eccellenze scortate dalle rigide e sgargianti Guardie svizzere, cerimonieri e maestri di protocollo; insomma tutta la coreografia che deve impressionare i semplici. Rispetto chi si emoziona di fronte a queste cerimonie. Ma mi avvilisce questa cessione di sovranità dei credenti verso i potenti.


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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