Ieri ho compiuto 89 anni, ne avevo compiuti nove l’8 maggio 1945, il giorno che finiva in Europa la seconda guerra mondiale, sufficienti per ricordare la paura e i danni prodotti dai bombardamenti su Firenze, la città in cui sono cresciuto.
Non esistono guerre giuste, soltanto la difesa può esserlo ma solo quando non si confonde con la minaccia e tantomeno la provocazione di un paese confinante. “Se vuoi la pace prepara la guerra”, dicevano gli antichi, niente di più sbagliato come ha ampiamente dimostrato la storia, ma ancor più oggi che le bombe nucleari ammucchiate nei depositi delle grandi potenze sarebbero già in grado di distruggere più volte il pianeta intero. Purtroppo c’è ancora chi parla della necessità di un “riarmo” senza senso della misura (ma vorrei dire anche del ridicolo).
Secondo me, come penso per la maggioranza dei miei concittadini, se vuoi la pace prepara la pace. “ Disarmata e disarmante”, come ha detto ieri salutando la folla di piazza San Pietro il nuovo papa Leone XIV. E per me, che abito a pochi passi da quella piazza, è stato anche il più bel regalo di compleanno.
Se i leaders dei grandi paesi che assisteranno tra qualche giorno alla “incoronazione” decideranno di riprendere le trattative per il disarmo, mi auguro e auguro a tutti noi che lo facciano con maggiore impegno e generosità che in passato. Gli 800 miliardi che il nostro governo avrebbe intenzione, su suggerimento di Trump, di investire negli armamenti vengano spesi invece per la sanità e per la scuola, dove ce n’è davvero bisogno. (nandocan)
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