Non esistono guerre giuste

Ieri ho compiuto 89 anni, ne avevo compiuti nove l’8 maggio 1945, il giorno che finiva in Europa la seconda guerra mondiale, sufficienti per ricordare la paura e i danni prodotti dai bombardamenti su Firenze, la città in cui sono cresciuto.

Non esistono guerre giuste, soltanto la difesa può esserlo ma solo quando non si confonde con la minaccia e tantomeno la provocazione di un paese confinante. “Se vuoi la pace prepara la guerra”, dicevano gli antichi, niente di più sbagliato come ha ampiamente dimostrato la storia, ma ancor più oggi che le bombe nucleari ammucchiate nei depositi delle grandi potenze sarebbero già in grado di distruggere più volte il pianeta intero. Purtroppo c’è ancora chi parla della necessità di un “riarmo” senza senso della misura (ma vorrei dire anche del ridicolo).

Secondo me, come penso per la maggioranza dei miei concittadini, se vuoi la pace prepara la pace. “ Disarmata e disarmante”, come ha detto ieri salutando la folla di piazza San Pietro il nuovo papa Leone XIV. E per me, che abito a pochi passi da quella piazza, è stato anche il più bel regalo di compleanno.

Se i leaders dei grandi paesi che assisteranno tra qualche giorno alla “incoronazione” decideranno di riprendere le trattative per il disarmo, mi auguro e auguro a tutti noi che lo facciano con maggiore impegno e generosità che in passato. Gli 800 miliardi che il nostro governo avrebbe intenzione, su suggerimento di Trump, di investire negli armamenti vengano spesi invece per la sanità e per la scuola, dove ce n’è davvero bisogno. (nandocan)


Pubblicato da nandocan

Mi chiamo Fer nando Can cedda. Il nome del sito è un facile omaggio a Sandokan, eroe letterario di un’infanzia remota. Sono nato a Cagliari l’8 Maggio 1936. Nelle strade italiane si festeggiava la precaria conquista di una colonia africana. Sardi erano i miei genitori e così i loro ascendenti, solo la nonna materna era di Firenze. Devo forse a lei se la famiglia si trasferì in quella meravigliosa città e lì sono cresciuto, primo di cinque fratelli. Studi classici e laurea il Giurisprudenza. Ma io ero aspirante giornalista già dal liceo: scrivevo, ciclostilavo e distribuivo il giornalino scolastico. La prima “vera” redazione è stata, nel 1962, quella del “Giornale del Mattino“. Era la stagione di una Firenze culturalmente vivace e cosmopolita, del sindaco La Pira e di don Lorenzo Milani,. Io avevo già lasciato l’Azione Cattolica per il “Cenacolo” di Padre Ernesto Balducci. Scrivevo per “Testimonianze”, una delle riviste del “dissenso” cattolico. E fu proprio padre Balducci a benedire – nel dicembre del ‘64 – il mio matrimonio. Un anno dopo, con una sposa appena laureata in lettere e una figlia di poche settimane, viaggiavo verso Roma a bordo di una Fiat “850”. Assunto con selezione pubblica dal telegiornale RAI, l’unico allora in Italia, direttore Fabiano Fabiani. A trent’anni entrai nella redazione del mitico “TV7″, il sogno di ogni giovane giornalista. Nel 1969 la nomina a “inviato speciale”, secondo e ultimo gradino della mia carriera professionale. E la nascita del secondo e ultimo figlio, nel medesimo anno. Nel 1976 l’invito di Andrea Barbato a entrare nella prima redazione del “TG 2“, invito accolto ovviamente con entusiasmo. Pochi anni dopo, con l’avanzata implacabile della lottizzazione, Barbato venne costretto ad andarsene e l’entusiasmo cominciò a venir meno. Chi non aveva “santi in parlamento” poteva affermarsi solo se molto disponibile e io non lo ero. Al contrario, mi impegnavo nel comitato di redazione, nell’Usigrai, mi esponevo nelle assemblee. Riuscii a salvarmi professionalmente lavorando nelle rubriche e nei servizi speciali, occupandomi, spesso con soddisfazione, di cronaca, di cultura, di costume, di religione. Finché al TG 2 sopravvisse dignitosamente il giornalismo d’inchiesta, ci fu ancora modo di divertirsi, o almeno di lavorare con serietà. Nel ’96, sotto la direzione di Mimun, scelsi lo “scivolo” e la pensione anticipata. Da allora continuo a fare il giornalista, soprattutto su Internet, ma a titolo gratuito e volontario. Nell’ottobre del 2023, ho compiuto 60 anni di professione.

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