
***Roma, 14 settembre 2016 – Se può interessarvi eccovi un Renzi di “prima della cura” (nostra) in un mio editoriale di tre anni fa, prima che primarie “aperte”, anzi apertissime, mettessero nelle sue mani il partito e non solo quello. Dal gennaio 2012 ad oggi quasi 3000 articoli a vostra disposizione su nandocan.
Roma, 3 settembre 2013 – Il grande “rottamatore” di leader e di correnti , decisamente insuperabile nell’arte della retorica, continua a parlare molto senza dire nulla, premessa fondamentale di ogni successo mediatico e oggi (purtroppo) automaticamente anche politico. Intervistato al festival di Genova da Enrico Mentana, ha inanellato una serie di battute strappa-applausi che lo confermano ufficialmente nel ruolo di primadonna del Pd. Dall’annuncio della “rivoluzione” a quella, davvero impagabile, di “non mi candido per prendere il partito ma per restituirvelo”! *
Quello che ci voleva per togliere gli ultimi dubbi a due capicorrente ex democristiani, Franceschini e Fioroni ( la Bindi invece si astiene, almeno per ora) che seguendo il vento che tira gli offrono la corona di segretario, tanto se la metterebbe comunque da solo a furia di sondaggi. Può darsi che la maggioranza degli iscritti al partito non sia d’accordo, ma abbiamo deciso “primarie aperte”, sì o no? Dicono che Cuperlo, Civati e Pitella messi insieme farebbero il venti per cento. Quanto resisteranno D’Alema e Bersani?
Ah già, il programma politico. Pochi tra i suoi fan lo considerano decisivo. Comunque, ecco come Renzi lo riassume nel suo intervento del 7 agosto vicino a Modena*:
”In Italia dobbiamo ripartire dalle cinque E: educazione (dagli asili nido all’università), energia (perché ai nostri imprenditori dovremo fare un monumento), equità (chiedere un contributo a chi ha le pensioni d’oro è un atto di giustizia) Europa (dobbiamo smettere di guadare all’Europa come il nostro grande problema) e poi la e di entusiasmo: Pd deve essere orgoglioso e coraggioso, noi siamo stati insieme soprattutto perché di là c’era Berlusconi”. Poco? Ma per vincere i programmi non servono e lui vuole fare “un partito che vuole vincere”.
Concludendo: personalmente ho deciso di far compagnia “ideale” al buon Pippo Civati, che nel suo blog oggi scrive: “dopo gli endorsement di Franceschini e Fioroni, che più o meno teorizzano che al Congresso del Pd ci sia un solo candidato, è fatta: si propongono le larghe intese anche nel Pd, non solo per il presente, anche per il futuro. Mi pare un’ottima idea, che mi permetterò di contrastare, fino all’ultimo giorno. Con decisione, passione e orgoglio. Perché secondo me la sinistra italiana si merita altro e quantomeno questo: che ci sia una partita vera. Non l’eterno ritorno dell’uguale, che non se ne può più”.
La pensa così anche Corradino Mineo nel suo “caffè” di ieri, che troverete pubblicato qui sotto. Io sono d’accordo, e voi?
P.S. A chi volesse prendersi qualche pausa dalla retorica “renziana” amplificata dai media propongo di iscriversi alla newsletter sul viaggio in Italia di Fabrizio Barca cliccando su http://www.fabriziobarca.it/
* A questo proposito, non perdetevi un esilarante commento grafico di MAKKOX che trovate cliccando su: http://www.ilpost.it/makkox/2013/09/03/matteo-renzi/
