
Mondadori ingloba Rcs? Una minaccia per la libertà di espressione
Che l’assenza di competizione e di pluralismo sia destinata ad ostacolare, se non a soffocare sul nascere, le novità culturali in qualsiasi campo è una considerazione che rasenta l’ovvietà. Il gigantismo economico ha la sua principale ragion d’essere nella riduzione dei costi e nell’accrescimento dei profitti. Entro limiti ragionevoli può favorire anche la riduzione dei prezzi e maggiori investimenti nella ricerca, ma più si avvicina a posizioni di monopolio più il danno qualitativo tende ad annullare il vantaggio. In un settore come l’editoria il rischio è ancora più grave per le ragioni sommariamente indicate nell’appello che segue. E tanto più grave in Italia dove, a differenza che in altri paesi, un numero ristretto di gruppi editoriali possiede l’intera filiera del libro e occupa, perciò, in posizione dominante, tutti i passaggi: produzione, promozione, distribuzione e vendita. L’Antitrust è stata costituita nel 1990 per combattere queste situazioni di oligopolio e garantire “il rispetto delle regole che vietano gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza”. E se poi si aggiunge la concentrazione di potere acquisita (il padrone di Mondadori è anche quello di Mediaset) nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, la preoccupazione è ancora maggiore. Il “rottamatore” non ha niente da dire? (nandocan).
***di Anna Cerofolini, 22 febbraio 2015 – Non esiste ambito più sensibile alla pluralità, alle identità e alla libertà di pensiero delle Case Editrici, per questo il primo firmatario dell’appello, pubblicato dal Corriere della Sera, contro l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, è Umberto Eco, insieme a lui altri 47 autori, artisti, intellettuali.
Anche Elisabetta Sgarbi, Direttore Editoriale della Bompiani, è contraria: ” “Il lavoro dell’editore è costruire un catalogo e un’identità editoriale. Bompiani è cresciuta grazie agli autori: m’interrogo su cosa pensano loro”. Va sottolineato che la fusione porterebbe alla più grande concentrazione nel mondo dell’ editoria in Europa, una assoluta anomalia, un gigante dei libri con una quota di mercato del 40%.
L’appello
Noi autori della casa editrice Bompiani (insieme ad alcuni amici che pubblicano presso altri editori, intellettuali e artisti) manifestiamo la nostra preoccupazione per il ventilato acquisto della Rcs Libri (che comprende le case editrici Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio, Sonzogno) da parte della Mondadori. Pur rispettando l’attività editoriale della casa acquirente ci rendiamo conto che questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in tutta Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40 per cento.
Un colosso del genere avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile) renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari. Non è un caso che condividano la nostra preoccupazione autori di altre case: questo paventato evento rappresenterebbe una minaccia anche per loro e, a lungo andare, per la libertà di espressione. Non ci resta che confidare nell’Antitrust.
Gli autori
Roberto Andò, Nanni Balestrini, Sergio Bambarén, Franco Battiato, Tahar Ben Jelloun, Ginevra Bompiani, Pietrangelo Buttafuoco, Rossana Campo, Furio
Colombo, Mauro Covacich, Michael Cunningham, Andrea De Carlo, Roberta De Falco, Paolo Di Stefano, Luca Doninelli, Maurizio Ferraris, Mario
Fortunato, Fausta Garavini, Enrico Ghezzi, Paolo Giordano, Giulio Giorello, Hanif Kureishi, Raffaele La Capria, Silvana La Spina, Lia Levi, Dacia Maraini, Mario Martone, Michela Marzano, Laura Morante, Carmen Moravia, Edoardo Nesi, Aldo Nove, Nuccio Ordine, Roberto Peregalli, Sergio Claudio Perroni, Aurelio Picca, Thomas Piketty, Lidia Ravera, Antonio Scurati, Amina Sboui, Toni Servillo, Simona Sparaco, Susanna Tamaro, Chiara Valerio, Giorgio Van Straten, Sandro Veronesi, Drenka Willen.
