Della chiusura della tv pubblica greca parlavamo qualche giorno fa con alcuni giornalisti greci al circolo PD del centro storico di Roma. Erano 120 giornalisti socialisti, quelli di Ertopen – diceva uno di loro, Dimitrios Michoudis – il giorno dopo la chiusura forzata delle trasmissioni sono passati in blocco a Syriza (nandocan)
***di
Valerio Cataldi, 23 gennaio 2015* – “
Amici ascoltatori, da piazza Omonia abbiamo trasmesso il comizio di Alexis Tsipras“.
La voce calda di Marion non si sente attraverso il vetro, ma esce direttamente dalla tv, terzo canale della tv greca, su cui continuano ostinatamente a trasmettere i “licenziati” della tv di stato, rimossi con la forza lo scorso settembre su ordine del primo ministro Samaras. Una decisione presa “per risparmiare”, in linea con le indicazioni arrivate da Bruxelles. “Non l’abbiamo mai accettata quella decisione, perché non è stata una decisione democratica. Neanche la giunta fascista dei colonnelli ha mai preso una decisione come quella di Samaras contro la tv di stato“. Christoforos alza la voce, ha due figli e una storia lunga 18 anni nella tv di stato. “Siamo qui da volontari, nessuno ci paga eppure trasmettiamo programmi culturali e informazione 24 ore al giorno. È quello che siamo, è quello che la gente ha il diritto di avere“.
Nel grande monitor appeso alla parete la voce calda di Marion si mescola alle note di Bella ciao che fanno da sottofondo allo sventolare delle bandiere di Syriza che riempiono piazza Omonia (che probabilmente non a caso significa unità) e che escono dalla Tv.
Ci sono le elezioni politiche in Grecia, domani si vota e in questo piccolo studio hanno tutti un solo pensiero. Dice Giannis, che alla Ert ha lavorato per 26 anni. “Cosa ci aspettiamo lunedì? Ci aspettiamo più democrazia, ma questo dipende dal popolo, è la gente a decidere. E ci aspettiamo di riavere il nostro lavoro, ci hanno licenziato illegalmente, ingiustamente e in modo non democratico. La gente, che domenica dovrà scegliere, lo sa bene”.
Ertopen è il nome del servizio pubblico che i “licenziati” della Tv di stato hanno scelto per il loro canale. “Orgogliosi di quello che siamo stati e di quello che torneremo ad essere” dice Panagiotis, 28 anni di Ert, mentre si apre la giacca e mostra una spilla con la sigla “Ertopen”.
“Quello che è successo l’11 giugno del 2013 è stato un vero e proprio colpo di stato“. Nikos Michalitsis ha pochi peli sulla lingua e un passato importante nella radiotelevisione ellenica. È stato direttore generale del settore tecnico e sono in molti a ritenere che sarà il prossimo direttore della Ert che Alexis Tsipras farà rinascere (come ha promesso ripetutamente) dopo aver vinto le elezioni. “Il servizio pubblico secondo la costituzione greca deve esistere sempre, senza interruzioni. Non può essere fermato. E invece l’hanno chiuso con la polizia in assetto anti sommossa.”
Lo ripete più volte, mentre tra gli sbuffi del sigaro osserva i sondaggi che annunciano la vittoria già scritta di Syriza, venti mesi dopo la chiusura della tv pubblica…